Da luglio 2020 scompare una moneta: il franco Cfa, simbolo del vecchio potere francese, utilizzata da 74 anni da 14 paesi africani. In base all’accordo non lo faranno tutti i Paesi: ad un primo appello risponderanno Benin, Burkina Faso, Guinea Bissau, Costa d’Avorio, Mali, Niger, Senegal e Togo. La nuova moneta unica si chiamerà ECO.
Chi per ora resta fuori
Per ora non partecipano a questa rivoluzione monetaria Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana e Repubblica del Congo.
Gli accordi presi
Si mette fine a tante illazioni, i detrattori parlavano di influenze che Parigi conservava nelle sue ex colonie. E’ soddisfatto della nuova era il presidente della Costa d’Avorio. La valuta è stata ancorata all’euro ma è stato tolto l’obbligo per i Paesi africani di depositare il 50% delle riserve nel Tesoro francese. Molti ritengono che sia una giornata importante per l’Africa occidentale. Ma dietro questo accordo c’è anche la rinuncia alla rappresentanza francese nel consiglio di amministrazione dell’unione monetaria.
Scompare una moneta: uno sguardo alla storia
Questa moneta è stata introdotta in seno all’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (UEMOA) e alla Comunità economica e monetaria dell’Africa centrale (CEMAC) nel 1945. Sono 155 milioni le persone che acquistano e vendono con il franco CFA.
Le banconote stampate in Francia venivano spedite nel continente africano e distribuite tra le varie banche centrali.
Rapporto deficit/Pil
I Paesi membri del franco CFA erano tenuti a rispettare il vincolo del 3% nel rapporto tra deficit e Pil. Se avessero ecceduto, sarebbero rimaste vittime delle sanzioni.
Colonialismo e moneta
Non tutti gli Stati hanno partecipato. Le colonie o gli ex protettorati francesi hanno concluso accordi di cooperazione monetaria con la Francia a quei tempi. Gli esempi sono molti: la Guinea creò una sua moneta così come hanno fatto Marocco, Algeria e Malì solo per citare alcuni.