Forse la pandemia ha contribuito a prolungare le nostre ore di noia, spesso tradotte in ore passate davanti allo schermo del computer o dello smartphone. Molti utilizzano infruttuosamente i momenti di vuoto, scrollando in su e in giù la home page di Facebook e Instagram. Di tanto in tanto, magari, commentano o lasciano un “mi piace” sotto al post di amici e personaggi pubblici.
Se pensiamo che queste interazioni virtuali non abbiano alcuna ripercussione reale, è bene sapere che la legge non è dello stesso avviso. Per la Cassazione, commentare o anche lasciare un semplice “like” sotto il post sbagliato può essere un reato. In certi casi, scattano multe da 6.000 euro, in altri persino la reclusione.
Vediamo quali sono le fattispecie incriminate, così da non commettere con leggerezza un errore che potrebbe costarci parecchio.
Il codice penale punisce ogni forma di istigazione all’odio, anche sui social network
L’articolo n. 604 bis del codice penale punisce l’istigazione all’odio razziale. L’articolo vieta l’organizzazione di qualsiasi tipo di associazione, gruppo o movimento atto a incitare la discriminazione per motivi etnici, religiosi, di nazione e di razza. Ma la legge non vieta soltanto l’attività organizzativa in sé, ma anche chiunque, in un secondo momento, partecipi o dia assistenza alle attività incriminate.
Proprio su quest’ultimo punto si è soffermata la Cassazione, chiamata a rispondere al quesito: mettere like a un post dal contenuto razziale è reato?
Ebbene, secondo i giudici della Corte Suprema, la risposta è sì. Lasciare un “mi piace” a un post che istiga all’odio razziale è di per sé istigazione all’odio razziale. Questo vale per ogni tipo di interazione e social network, dal “pollice in su” di Facebook al “cuoricino” di Instagram. Chi compie questo gesto, anche se in modo superficiale, rischia multe salate e reclusione.
Scattano multe da 6.000 euro per chi mette like a questi post sui social network
Il sopracitato articolo del codice penale specifica anche le pene legate al reato di istigazione all’odio razziale.
Si va da multe di 6.000 euro a un anno e mezzo di reclusione, per chi fa propaganda di idee circa la superiorità di razza. Stesse pene sono previste per chi commette o incita a commettere atti discriminatori. Mentre la pena sale fino a quattro anni di reclusione in caso di atti violenti.
Secondo i giudici, un “mi piace” basta a esprimere consenso con le idee espresse dal contenuto con cui abbiamo interagito. Per questo, in caso di contenuti razzisti, un semplice like costituisce di per sé un reato severamente punibile.
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