La criminalità organizzata negli ultimi decenni ha diversificato molto i propri affari loschi. Con ingegno meschino, le varie organizzazioni illecite hanno saputo accrescere le proprie entrate tramite i più svariati canali. Tra i business di questi signori non manca l’intrattenimento.
Le organizzazioni hanno, infatti, messo mano nella torta della pay TV, producendo un sistema di diffusione di contenuti mediali. Al centro di questo sistema c’è un apparecchio.
Attenzione, perché ci sono sanzioni severe per coloro che possiedono questo dispositivo: il cosiddetto “pezzotto”.
Che cos’è il pezzotto
Questo piccolo modem consente di avere accesso illegale alle varie forme di intrattenimento messe a disposizione dalle TV a pagamento. Tra queste citiamo Netflix, Sky, Mediaset Premium, Disney+, Dazn e Infinity. I contenuti sono tramessi dal pezzotto sfruttando la tecnologia IPTV (Internet Protocol Television).
Per l’utente è sufficiente avere dei codici che gli consentano di entrare nella piattaforma pirata Xtream Codes. Lo streaming dei dati diffusi illegalmente, spesso e volentieri, proviene da server localizzati all’estero.
I vantaggi legati a questo business hanno attratto molti spettatori. Si stima che in Italia i pezzotti in circolazione siano circa 2 milioni. La Guardia di Finanza, tuttavia, negli ultimi anni, ha effettuato molte operazioni per colpire il traffico clandestino del pezzotto. Dunque, chiunque lo possegga deve conoscere ciò a cui può andare incontro.
Sanzioni severe per coloro che lo possiedono
Segnaliamo che le sanzioni non riguardano solamente gli organizzatori di tale attività. Anche gli utenti, possessori del pezzotto rischiano conseguenze penali rilevanti. La cornice giuridica che disciplina le pene di questo illecito è la Legge sulla protezione del diritto d’autore (L. 633/41). Le sanzioni che interessano direttamente gli utenti si evincono dalla lettura dell’articolo 171 octies della Legge.
Di seguito ne riportiamo uno stralcio: “Qualora il fatto non costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.582 a euro 25.822 chiunque a fini fraudolenti produce, pone in vendita, importa, promuove, installa, modifica, utilizza per uso pubblico e privato apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale”. Dunque, nel migliore dei casi si rischia una multa, ma al peggio si può finire in cella.
A corroborare quanto disposto dalla legge, non manca poi la giurisprudenza di riferimento della Corte di Cassazione. La suprema Corte si è espressa con la sentenza n. 46443 emessa dalla Sezione III Penale. Nel testo, l’organo giudiziario classifica come reato l’accesso illegale alle pay TV, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.
Dunque, attenzione, perché ci sono sanzioni severe per coloro che possiedono questo dispositivo: il cosiddetto “pezzotto”.