Il risparmio gestito sta attraversando un momento delicato. Una situazione che rispecchia il trend registrato a livello internazionale.
Deflusso dagli azionari: un momento delicato
Infatti in questo stesso periodo si assiste a una fuga degli investitori che dal mercato azionario si stanno dirigendo verso l’obbligazionario. La prova arriva dai numeri. Quei 10.000 miliardi di dollari di bond a rendimento negativo, sparsi per il mondo. differenti da quanto già intuito nel 2018. A febbraio la raccolta netta mensile sul fronte del risparmio gestito ha visto, in Italia un risultato pari a -571 milioni di euro.
I numeri del cambio di direzione
Un calo che per i fondi comuni arriva a 1,4 miliardi, mentre per la gestione di portafoglio si è visto un +867 milioni. Tutto bene dunque? Non proprio: infatti se da un lato gli istituzionali hanno un +1,66 miliardi, dall’altro si deve fare i conti con i -789 milioni delle gestioni per il pubblico retail. Le preferenze dei risparmiatori sono andate per lo più ai fondi bilanciati bilanciati (70 milioni) e obbligazionari (287 milioni). Questi ultimi, in particolare, possono iniziare a riprendersi dopo il crollo del 2018 che li aveva portati ad un passivo di 25 miliardi. Ma il deflusso, questa volta, colpisce i fondi azionari (-485 milioni), secondi, in questa classifica, solo ai flessibili (-545 milioni). Peggio di tutti i fondi monetari (-955 milioni).
Il caso di Wall Street
Una dimostrazione, come detto, del momento. La situazione economica è incerta. La recessione non è stata scongiurata ma solo rimandata. Infatti i segnali non la stanno annunciando ma evidenziano allo stesso tempo un rallentamento economico. I mercati azionari, però, hanno vissuto un primo trimestre a dir poco incoraggiante. Un risultato che è arrivato senza l’apporto dei fondi. La conferma arriva da Bank of America. Stando ai dati EPFR, nel primo trimestre, lo stesso giudicato da tutti come il migliore da decenni, i fondi azionari made in Usa hanno registrato deflussi di poco superiori ai 39 miliardi di dollari.
Come spiegare questa anomalia?
Effettivamente si tratta, a prima vista, di un’anomalia. Ma statisticamente non è la prima volta che si osserva. Come spiegarla questa volta? In modo molto semplice. La divergenza nasce anche a causa dei 227 miliardi di Buyback visti da inizio anno, ben oltre i già cospicui 143 dello stesso periodo del 2018. Una strategia di ingegneria finanziaria che, unita anche ad alcune motivazioni squisitamente tecniche, potrebbe aver favorito il rally.
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