Il 24 gennaio sarà una data importante per l’Italia perché inizieranno le votazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Questa elezione toccherà da vicino non solo i 56 milioni di italiani ma anche tutti coloro che hanno titoli di Stato in portafoglio. Dopo il 24 gennaio ci sono risparmi a rischio e possibile crollo dei prezzi dei BTP a causa della elezione del Presidente della Repubblica. Scopriamo perché i risparmiatori dovrebbero preoccuparsi.
Sono in arrivo giorni drammatici per i nostri BTP, ecco cosa rischiano i risparmiatori con questi titoli in portafoglio. Immaginiamo un risparmiatore che abbia in portafoglio un BTP decennale, per esempio il bond governativo con scadenza marzo del 2032 (ISIN: IT0005094088). Esattamente un mese fa, il 17 dicembre, questo BTP ha chiuso la seduta al prezzo di 107,40 centesimi. Esattamente un mese dopo ovvero il 17 gennaio, il Buono del Tesoro Poliennale ha chiuso a 103,5 centesimi. In un mese questo bond ha perduto il 3,6%, un’enormità per un titolo che ha una cedola dell’1,6%. Chi avesse investito 20.000 euro nominali in questo titolo oggi si ritroverebbe con una perdita in conto capitale di 700 euro da metà dicembre.
Risparmi a rischio e possibile crollo dei prezzi dei BTP a causa della elezione del Presidente della Repubblica
Ovviamente è una perdita virtuale perché finché si tiene il titolo in portafoglio non si monetizzano né guadagni né perdite. Tuttavia occorre tenere in considerazione che il titolo è decennale e non tutti i possessori lo porteranno in scadenza. Inoltre chi lo possiede potrebbe avere esigenze improvvise che spingano a vendere il titolo di Stato.
Ma perché il BTP ha subito questo crollo? L’elezione del nuovo Presidente della Repubblica potrebbe innescare un risiko politico, che potrebbe portare anche alla caduta del Governo Draghi. In questo momento i mercati vedono in Draghi un baluardo, una figura in grado di dare stabilità e crescita alla nostra economia. Se il governo Draghi dovesse cadere nel nostro Paese potrebbe tornare all’instabilità politica. La sfiducia vero l’Italia potrebbe assalire i mercati internazionali e gli investitori professionali e potrebbero scattare piogge di vendite sui nostri titoli di Stato.
L’inflazione è un altro fattore che sta gravando e graverà su tutti gli italiani e sui prezzi dei nostri BTP. Oltre a bollette, IMU e canone Rai da gennaio scatterà anche questa tassa. L’aumento dell’inflazione in Europa e in Italia spingerà in alto i rendimenti delle obbligazioni e deprimerà i prezzi dei titoli a tasso fisso. Ma l’inflazione potrebbe essere anche un’alleata del risparmiatore. Infatti ci sono titoli di Stato che sono legati all’andamento del costo della vita. A questo proposito ecco come investire nel 2022 oltre 5.000 euro in sicurezza senza lasciare i soldi in perdita sul conto corrente.