Riforma pensioni e lavoratori precoci con 41 anni di contributi, la promessa che fine ha fatto?

ape sociale

Il 2021 è un anno, sotto l’aspetto della riforma pensioni, fermo. In effetti, la Legge di Bilancio, che sarà approvata per fine mese, non prevede grosse novità. Sono state prorogate due misure già esistenti: l’Ape Sociale e l’Opzione donna, senza apportare cambiamenti sostanziali come era stato previsto. Resta l’amarezza dei lavoratori che vedono disattese le speranze. Inoltre, la novità di questi ultimi giorni è l’inserimento nella Legge di Bilancio del contratto di espansione per le aziende con un organico di 250 unità. Ma nella riforma pensioni e lavoratori precoci con 41 anni di contributi, la promessa che fine ha fatto?

Il 2021 un anno senza cambiamenti

Il 2021 è un anno che entrerà nella storia per il Covid e per la velocità di approvare decreti e bonus a più non posso. In pratica c’è un bonus su tutto: sul PC, sulla spesa, sul bagno, sul telefono, sui monopattini, sull’auto, eccetera. Una lista lunga di bonus, che disorienta la popolazione, più dell’Italia a colori (zona rossa, gialla e arancione).

Riforma pensioni e lavoratori precoci con 41 anni di contributi, la promessa che fine ha fatto?

Intanto, rimane la delusione delle promesse mancanti ai pensionati. L’anno 2021 doveva essere un anno importante per i lavoratori precoci. Doveva essere approvata la Quota 41 senza paletti e vincoli, come molte volte ribadito da Salvini: “41 anni di contributi sono sufficienti per andare in pensione”. Ma con il cambio di poltrone sono cambiate anche le idee politiche, e quella promessa, fatta ai lavoratori precoci posticipata al 2021, sembra svanita nel nulla. Ma questa non è l’unica promessa svanita nel nulla.

Infatti, anche l’Ape Sociale, prorogata nel 2021, doveva contenere un allargamento della platea dei beneficiari. Doveva essere eliminato anche il paletto della fruizione della NASPI e permettere a tutti i disoccupati, che hanno maturato i requisiti anagrafici e contributivi, di poter fare domanda. Una promessa partita ma non arrivata a termine. Alla fine, tutto è rimasto com’era lasciando le incombenze da risolvere nel 2022.

La ristrutturazione del sistema previdenziale nel 2022

Infatti, l’anno 2022 si presenta come l’anno della ristrutturazione del sistema previdenziale sotto vari aspetti. Si inizierà con il creare una nuova misura che dovrà sostituire la Quota 100 e diminuire lo scalone dei cinque anni. Poi si passerà alla creazione di Fondi pensione ad hoc per integrare la pensione; infine, si unificheranno varie misure pensionistiche. Nel frattempo, termina un altro anno con tante promesse buttate al vento. Alla domanda la riforma pensioni e lavoratori precoci con 41 anni di contributi, la promessa che fine ha fatto? Purtroppo, al momento nulla è cambiato i requisiti per la Quota 41, con vincoli e paletti, rimangono in essere anche per il 2021.

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