Richiesta bonus 600-1.000 euro respinta? Questo è il da farsi entro agosto 2020

Inps

Un focus per capire cosa accade in caso di richiesta bonus 600-1.000 euro respinta. Questo è il da farsi entro agosto 2020.

Con un apposito messaggio, n.3088, l’INPS in data 10 agosto 2020, fornisce indicazioni in merito alla gestione delle istruttorie relative alla reiezione delle istanze inoltrate. Tutti coloro che avessero fatto richiesta d’indennità di 600/1.000 euro, senza soddisfazione, è bene che prendano visione di quanto segue. Questi passaggi consentiranno infatti di valutare se e come attivarsi. Per cui, in caso di richiesta bonus 600-1.000 euro respinta, questo è il da farsi entro agosto 2020.

Lo stato dell’arte

Con il citato messaggio, l’INPS ha comunicato, ufficialmente, il completamento della prima fase di gestione delle domande di bonus, di cui in narrativa. Sono state, altresì, rese note le motivazioni delle istanze respinte, per il mancato superamento dei controlli. Le verifiche, poste in essere, si sono concentrate sull’accertamento dei requisiti previsti dalle disposizioni sussistenti in materia.

Gli esiti delle domande

Gli esiti di tutte le domande e, per quelli negativi, le annesse motivazioni, sono consultabili nella sezione del sito INPS denominata Servizio “Indennità 600/1.000 euro”, alla voce “Esiti”. Una consultazione che potrà eseguirsi sia da parte del Patronato, con proprie credenziali, sia da parte del cittadino dotato di PIN.

Aggiornamento della funzione “Esiti”

La legenda specifica delle reiezioni delle domande di indennità Covid-19 è stata aggiornata e resa nota grazie al suddetto messaggio INPS. Il tutto con annessi esiti relativi ai controlli delle domande, previsti dalle seguenti circolari. Vale a dire: n. 66 del 29 maggio 2020, n. 67 del 29 maggio 2020 e n. 80 del 6 luglio 2020. Per una visione esaustiva dell’intera casistica sottoposta all’INPS, costituita da ben 34 distinte situazioni, si rimanda alla tabella complessiva di cui al presente link.

Categorie di lavoratori interessati

I lavoratori potenzialmente coinvolti sono quelli che, sommariamente, riportiamo qui di seguito:

  1. stagionali dei settori diversi dal turismo e dagli stabilimenti termali;
  2. intermittenti;
  3. autonomi occasionali;
  4. incaricati di vendite a domicilio;
  5. lavoratori in somministrazione nei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  6. lavoratori dello spettacolo con almeno 7 giorni di contribuzione e reddito annuale non superiore a 35.000 euro.

Gestione delle richieste respinte

L’esito di tali domande è stato già comunicato al lavoratore e al Patronato, mediante visualizzazione delle causali di reiezione alla voce “Esiti” del Servizio “Indennità 600/1.000 euro”. A questo punto, non essendo ammesso il ricorso amministrativo contro i provvedimenti di rigetto, due sono le strade da percorrere. Vale a dire, la contestazione potrà essere svolta tramite un ricorso giurisdizionale, o attraverso un riesame amministrativo.

Quest’ultimo è il caso in cui sia la struttura territoriale competente ad agire in autotutela, sempre dietro richiesta del soggetto direttamente coinvolto ed interessato. Questo nel caso in cui si renda evidente un errore/disallineamento nelle banche dati.

Riesame entro agosto 2020

Quindi al lavoratore e al Patronato è comunque consentito proporre un’istanza di riesame. Con tale facoltativo passaggio, in buona sostanza, si richiede all’INPS di verificare quanto segue. Vale a dire: tanto le risultanze dei controlli automatici, quanto il rispetto dei requisiti di appartenenza a ciascuna categoria, così come delineati nelle circolari sopra richiamate.

Per fare questo, viene concesso un termine di 20 giorni dal momento della pubblicazione del presente messaggio (ovvero dalla conoscenza della reiezione se successiva alla pubblicazione). Si consente, in tal modo, un supplemento di istruttoria, utile ad una revisione della pratica. E’ pur vero, però, che trascorso tale termine, laddove l’interessato non abbia prodotto utile documentazione, la domanda dovrà intendersi definitivamente respinta.

Procedura

L’utente che ritenga di aver subìto un torto, potrà inviare la documentazione attraverso il link “Esiti”. Tale link si trova nella stessa sezione del sito INPS in cui è stata presentata la domanda “Indennità 600 / 1.000 euro”. Un’apposita funzione consente di esporre i motivi di reiezione e di allegare i documenti richiesti per il riesame.

Altra modalità d’invio della documentazione alla struttura territoriale di competenza è la casella di posta istituzionale dedicata. Vale a dire quella denominata riesamebonus600.nomesede@inps.it, istituita per ogni Struttura territoriale INPS. Ecco dunque cosa si cela dietro al titolo “Richiesta bonus 600-1.000 euro respinta? Questo è il da farsi entro agosto 2020”.