L’INPS, con il messaggio 2975 del 28 luglio, ha chiarito alcuni importanti aspetti sul reddito di cittadinanza. L’Istituto di Previdenza, infatti, eroga il sussidio e ne definisce le regole operative.
Il reddito di cittadinanza è un contributo di contrasto alla povertà e, al contempo, un incentivo alla ricerca di lavoro. L’iniziativa vuole accompagnare i beneficiari verso l’inclusione sociale e lavorativa. I requisiti fondamentali per poter richiedere il reddito sono, infatti, un ISEE inferiore ad un determinata soglia e l’immediata disponibilità al lavoro. Sia l’impegno a cercare lavoro che il carattere di contributo alle esigenze primarie sono caratteristiche fondamentali del reddito. La redazione di ProiezionidiBorsa ha trattato recentemente alcune sentenze che possono estenderne le tutele. Vediamo ora altre novità sul reddito di cittadinanza: a cosa fare attenzione da settembre.
Possibili decurtazioni fino al 20%
Il messaggio INPS 2975 ha definito le regole per calcolare il possibile taglio fino al 20% del reddito di cittadinanza. Il taglio non sarà dovuto ad un calcolo più severo dell’importo ma al mancato utilizzo del reddito da parte del beneficiario. Il reddito di cittadinanza è un sostegno alle necessità primarie e quindi lo Stato presume che venga speso integralmente. Se il cittadino utilizza solo in parte i soldi del sussidio, dimostra di non averne bisogno. Questo è il pensiero del legislatore. Per questo motivo, l’INPS ha spiegato che da settembre effettuerà una decurtazione pari all’importo non speso nel mese precedente. Questa trattenuta non sarà superiore al 20% del reddito. Facciamo un esempio pratico. Un cittadino che percepisce un sussidio di 500 euro mensili, nel mese di settembre spenderà solo 350 euro. Il suo reddito di cittadinanza di ottobre sarà ricalcolato in 400 euro. Questo perché l’INPS tratterrà il minor valore tra la quota non spesa e il 20% della mensilità.
Reddito di cittadinanza: a cosa fare attenzione da settembre
Il possibile taglio del reddito di cittadinanza non sarà calcolato solo su base mensile, ma anche semestrale. In questo caso l’INPS calcolerà la somma degli importi non spesi mese per mese e andrà a sottrarli ricalcolando il reddito per il semestre successivo. Rimarrà valido il limite massimo di riduzione del 20% del reddito. Il messaggio 2975 ha anche chiarito le tempistiche per il ricalcolo semestrale. L’INPS provvederà al primo conteggio il 31 gennaio 2021 sulla base delle spese effettuate dal 1 agosto 2020. Il ricalcolo mensile partirà invece da settembre. Sarà, quindi, importante spendere l’intero importo disponibile sulla carta per evitare successive riduzioni del sussidio mensile.