Ravenna: la capitale italiana del mosaico

ravenna, mausoleo

Ravenna: la capitale italiana del mosaico. Esploriamo Ravenna e i suoi monumenti, iscritti alla lista dei patrimoni mondiali dell’Unesco nel 1996. Ravenna è la casa del mosaico: custodisce alcuni tra i tesori più preziosi al mondo espressione dell’arte bizantina, costruiti tra il quinto e il sesto secolo dopo Cristo. Ravenna divenne, per la sua importanza, la capitale dell’Impero romano d’Occidente. La città rivestì lo stesso ruolo tanto per gli Ostrogoti prima quanto per i bizantini poi.

Sono in tutto otto i siti tutelati dall’Unesco. Non ci soffermeremo su tutti, ma ne proporremo alcuni, quelli che secondo il nostro parere possono essere visitati tranquillamente insieme nell’arco di una giornata.

Ravenna: la capitale italiana del mosaico

Cominciamo con il primo. Il mausoleo di Galla Placidia. Nata a Bisanzio, l’attuale Istanbul, Galla Placidia fu la figlia dell’Imperatore Teodosio. Il suo piccolo mausoleo è una perla di mosaici sotto un cielo blu composto da migliaia di tesserine. Sotto il periodo di dominazione di Teodorico, re degli Ostrogoti, viene costruita la Basilica di Sant’Apollinare. In essa convivono influenze più strettamente collegabili al passato romano e altre che introducono il nuovo gusto di stile tipicamente bizantino.

Il mausoleo di un re barbaro

Degno di un capitolo a parte è il Mausoleo di Teodorico, unica sepoltura rimastaci tra quelle appartenenti ai sovrani delle dinastie più barbariche. Venne costruito all’esterno delle mura di cinta della città, in quello che era uno spazio riservato alle necropoli. Nella concezione dell’urbanistica romana, infatti, le tombe non trovano posto nella città dei vivi. Sacro e puro era considerato lo spazio urbano e non era contemplato che la città venisse interessata dall’impurità delle necropoli.

Il Mausoleo si caratterizza per i materiali di costruzione. Interamente realizzato con blocchi della cosiddetta “pietra d’Istria”, richiama la residenza che l’Imperatore Diocleziano si fece costruire a Spalato, in Croazia. Per quanto riguarda la sua forma, che richiama un tronco di cilindro, quello di Teodorico ricorda un celebre monumento della via Appia Antica a Roma. Si tratta del Mausoleo di Cecilia Metella, una nobildonna che sposò un patrizio romano. Grazie a quel monumento, la donna ha scolpito il suo nome sulla pietra per i secoli a venire.

La street art

Ravenna: la capitale italiana del mosaico, non poteva che essere l’approdo naturale di uno degli streetartist più noti. Il suo nome è Invader e sebbene la sua identità non sia nota, si sa essere di origini francesi. Il suo lavoro, ben visibile e riconoscibile in varie città europee, è l’evoluzione della tecnica del mosaico tipica di Ravenna. Qualche tempo fa, Invader ha scelto proprio la città di Ravenna quale destinazione naturale di una sua “invasione”. Passeggiando per le vie del centro di Ravenna non farete a meno di notarlo.

Si invita a leggere attentamente le Avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»

Consigliati per te