Raggiunta l’intesa sul Recovery Fund

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Dopo tante traversie, ore di dibattiti, ripensamenti e scontri, raggiunta finalmente l’intesa sul Recovery Fund. Quindi, in sede di Consiglio europeo si è raggiunto un accordo sul pacchetto di aiuti destinati ai Paesi dell’Ue per fronteggiare le conseguenze del coronavirus. Si è sottolineata l’importanza dell’accordo in quanto esso cambierà inevitabilmente le dinamiche e le relazioni tra paesi europei.

Il contenuto dell’accordo

L’intesa raggiunta sul Recovery Fund conferma il finanziamento di 750 miliardi di euro complessivi. Tuttavia, l’accordo prevede modifiche nell’equilibrio tra sovvenzioni e prestiti, nel senso di ridemensionamento del beneficio in sé. Cioè, gli iniziali 500 miliardi di euro a fondo perduto sono diventati 390, mentre i prestiti da restituire sono saliti da 250 a 360 miliardi. Per l’Italia ciò significa che i trasferimenti a fondo perduto scendono di 3,8 miliardi e diventano 81,4 miliardi di aiuti diretti che non bisognerà restituire.

Invece, l’importo dei prestiti, ora stabilito in 127 miliardi, sarà pari a 38 miliardi in più del previsto. In totale, quindi, 208 miliardi di euro dei 750 complessivi spetteranno al nostro Paese, primo beneficiario del Recovery Fund prima della Spagna. Questi soldi potranno essere investiti per coprire le misure approvate dallo scorso mese di febbraio, purchè compatibili con il piano di aiuti. Per l’Italia le riforme privilegiate riguarderanno pensioni, lavoro, giustizia, pubblica amministrazione, istruzione e sanità.

La Commissione deciderà a maggioranza qualificata se i soldi si stanno investendo bene. Ciò significa che un 35% dei Paesi membri potrebbe bloccare i pagamenti. Quindi, prestiti sì ma con una libertà vigilata che pesa tanto sulle spalle dei Governi. Ne consegue che se uno o più governi dovesse rilevare deviazioni dai target, potrà chiedere che la gestione del denaro di un singolo Stato venga messa in discussione. Luogo di dibattito sarà, in tal caso, il successivo Consiglio europeo e la Commissione, se viene posto il veto, dovrà bloccare i pagamenti.