A partire da venerdì 4 aprile, agenzie viaggio e tour operator possono presentare a INVITALIA la domanda per il Bonus digitalizzazione. Si tratta di un credito d’imposta al 50% della spesa effettuata da queste imprese per investimenti e sviluppo del digitale.
Questo tax credit è previsto dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), è concesso dal Ministero del Turismo e gestito da INVITALIA. Ricordiamo che si tratta dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo, di proprietà del Ministero dell’Economia. Questa Agenzia si occupa di gestire anche il contributo a fondo perduto fino al 45% della spesa relativa al fondo “Cultura Crea 2.0”.
Per ciò che riguarda questa misura, invece, vediamo chi ne ha diritto. Anticipiamo solo che questo Bonus fino a 25.000 euro non arriva sul proprio c/c, ma va compensato con le future tasse.
In cosa consiste questo Bonus fino a 25.000 euro
Il Bonus Digitour aiuta queste imprese nella loro transazione verso il digitale, che è poi uno degli assi portanti del PNRR. Le risorse stanziate per la misura sono di 98 milioni di euro, da spendere fino al 2025. Il 40% dei fondi è riservato alle Regioni del Meridione e il plafond è ripartito per anni. Per il 2022 sono disponibili 18 milioni di euro, 10 milioni per il 2023 e il 2024 e infine 60 milioni di euro per il 2025.
Questo Bonus fino a 25.000 euro non arriva sul conto corrente ma va compensato tramite modello F24
Possono richiedere il Bonus solo le agenzie viaggio e i tour operator che rispettano questi requisiti al momento della domanda:
- sono regolarmente iscritte al registro delle imprese e hanno sede operativa sul territorio italiano;
- hanno uno o più dei seguenti codici ATECO: 79.1; 79.11 e 79.12;
- sono in regola con il versamento dei contributi e con gli obblighi relativi a tasse e imposte;
- non sono in stato di fallimento o liquidazione, anche volontaria.
Uno sguardo alle spese ammissibili e alle agevolazioni
Vediamo adesso quali spese sono ritenute ammissibili dal Bonus digitalizzazione. Troviamo quelle per l’affitto di servizi cloud relativi a server, sicurezza e connettività. Poi quelle per l’acquisto (anche in leasing) o la creazione di software e piattaforme informatiche. Ancora, l’affitto o acquisto di licenze di software ERP (customer server, marketing, contabilità e bilancio, etc). Oppure l’acquisto e installazione di pc, periferiche e attrezzature informatiche varie od altro ancora affine.
Nessun credito d’imposta, invece, è riconosciuto per i costi di intermediazione commerciale.
Come anticipato, Digitour rimborsa fino al 50% delle spese ammissibili e sostenute e fino a un massimo di 25mila euro per singola impresa. Il Bonus è inoltre riconosciuto nell’ambito del massimale “de minimis”.
Il tax credit è fruibile a seguito dell’autorizzazione di INVITALIA, che arriva dopo la conclusione e l’intero pagamento dell’investimento previsto. L’importo va speso in compensazione, tramite modello F24, dall’anno successivo a quello dell’autorizzazione. Il credito d’imposta è cedibile in tutto o in parte a soggetti terzi, come banche a altri intermediari finanziari. Infine ricordiamo che Digitour non è cumulabile con altre forme di sostegno pubblico concesse per gli stessi interventi.
In chiusura, invitiamo il Lettore interessato a prendere visione integrale del bando per tutti i dettagli del caso.
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