Il rapporto tra correntisti e banche non è sempre facile. Quello che può creare problemi sono la burocrazia e i tanti moduli che gli istituti fanno firmare ai correntisti. In questo articolo approfondiremo quello che non devi assolutamente dire alla tua banca per evitare problemi. Ricordiamo che la maggior parte degli adempimenti richiesti ai clienti degli istituti di credito sono tutele per i consumatori. E’ importante prestare sempre attenzione a quello che firmiamo e chiedere chiarimenti in caso di dubbi: ne va dei nostri diritti. In un recente articolo abbiamo raccontato del rischio che le banche orientino la clientela nelle risposte. Per evitare queste pratiche è fondamentale sapere cosa prevede la legge e quindi cosa dobbiamo dichiarare e perché. Scopriamo quindi insieme i questionari MiFID e KYC.
Quello che non devi assolutamente dire alla tua banca per evitare problemi
L’acronimo KYC indica il questionario che le banche devono sottoporre al cliente in fase di apertura di un rapporto. La normativa impone agli istituti di credito di raccogliere informazioni circa l’origine del patrimonio, il reddito e le movimentazioni dei propri clienti. Queste informazioni serviranno alla banca per individuare le possibili operazioni sospette da segnalare alle autorità, se necessario. Le valutazioni saranno relative alle leggi fiscali, antiriciclaggio ed anticorruzione. La redazione di ProiezionidiBorsa raccomanda ai clienti di indicare con precisione le informazioni richieste. Queste, infatti, saranno la base per il rapporto con la banca e tuteleranno i diritti dei consumatori. I correntisti dovranno anche aggiornare periodicamente il questionario. Dichiarazioni non veritiere o non aggiornate rischiano di trasformare normali bonifici in operazioni a rischio segnalazione.
La normativa MiFID e gli investimenti
Quando sottoscriviamo un contratto di investimento, l’intermediario finanziario avrà l’obbligo di farci compilare un questionario ai sensi della direttiva comunitaria 2004/39. Questa norma, detta anche MiFID tutela i risparmiatori dai rischi connessi ai mercati finanziari. Attraverso un questionario, la banca dovrà individuare il nostro profilo di investitori. Verranno valutati diversi aspetti tra cui competenze tecniche ed esperienza in ambito di investimenti. Ma anche il patrimonio personale, l’età, il reddito e la nostra propensione al rischio. La banca non potrà proporre operazioni non in linea con l’esperienza di investimento, il patrimonio o il profilo di rischio dei clienti. E’ importante sapere come compilare questi moduli in banca ed evitare problemi così da poter dimostrare eventuali condotte scorrette dell’Istituto. CONSOB e Banca d’Italia valuteranno proprio i questionari MiFID per capire se le banche hanno proposto operazioni non adeguate alla clientela.
Quello che non devi assolutamente dire alla tua banca per evitare problemi
La cosa più importante è non dichiarare mai di conoscere strumenti finanziari che non padroneggiamo. Il rischio è altissimo, la banca potrebbe farci inserire in portafoglio titoli complessi che non sapremo come gestire. I recenti casi di obbligazioni non quotate di banche poi fallite e derivati tossici nascono proprio da questionari MiFID. I risparmiatori dichiaravano nei questionari di conoscere prodotti finanziari complessi. Questo è quello che non devi assolutamente dire alla tua banca per evitare problemi.