Quanto si spende e chi paga per stipulare un contratto di locazione o di affitto

contratto di locazione

A prima vista prendere una casa in affitto è più economico che comprarla, ma alcuni costi sono inevitabili già nella fase iniziale. Per esempio, pochi sanno quanto si spende e chi paga per stipulare un contratto di locazione o di affitto.

Intanto, va fatta una precisazione a livello di termini. Quello che comunemente viene chiamato “contratto di affitto” in realtà per la legge è un contratto di locazione. Un appartamento per civile abitazione viene quindi preso in locazione.

Come deve essere stipulato il contratto di locazione

Il contratto di locazione deve essere stipulato in forma scritta e questo fa riflettere su cosa devono scrivere proprietario ed inquilino per evitare problemi a fine locazione.

Non è obbligatorio l’atto pubblico del notaio, ma è sufficiente la cosiddetta scrittura privata autenticata. Si tratta di un contratto scritto autonomamente dalle parti e sottoscritto da entrambe. Per non sbagliare e non vincolarsi con “clausole capestro” meglio farselo scrivere da un avvocato o dalle associazioni di categoria di proprietari o inquilini.

Quanto si spende e chi paga per stipulare un contratto di locazione o di affitto

Appena firmato il contratto nasce la prima spesa da sostenere. Infatti, il contratto deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate e bisogna pagare l’imposta di registro.

Quanto si paga

Dipende dal regime fiscale che si è scelto per quel contratto. Con il cosiddetto “regime ordinario”, infatti, si paga sia l’imposta di registro che quella di bollo. Per le civili abitazioni l’imposta di registro è pari al 2% del canone di locazione annuale, moltiplicato per il numero di anni per cui il contratto è previsto. Per l’affitto di immobili produttivi, invece, come fondi o capannoni, le aliquote sono variabili.

L’imposta di registro grava a metà su proprietario ed inquilino. Invece, l’imposta di bollo consiste nel comprare una marca da bollo da euro 16 ogni 4 pagine di contratto. Si applicano le marche sull’originale del contratto.

Il regime della cedolare secca

Per gli appartamenti locati per civile abitazione si può scegliere il regime fiscale della cedolare secca. Si tratta di un regime fiscale di favore, che fa spendere meno. Il proprietario, infatti, pagherà sul canone che riceve il 21% di tasse oppure il 10% se il canone è concordato. In caso di regime ordinario, invece, il proprietario paga sugli affitti tasse nella percentuale dello scaglione Irpef in cui si trova a seconda dei suoi redditi.

Come si registra

La registrazione del contratto di locazione avviene compilando il modello RLI presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Il contribuente può provvedere da solo con i servizi online dell’Agenzia Entrate oppure recandosi presso gli sportelli dell’Agenzia. Ovviamente, possono provvedere anche i Caf, le associazioni di proprietari ed inquilini o l’agenzia immobiliare che abbia messo in contatto le parti.

Non è detto che il contratto di locazione giunga serenamente sino a scadenza. Si può recedere in anticipo dal contratto di locazione per le ragioni previste dalla legge.

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