Quanto costa al lavoratore andare in pensione prima del tempo?

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Il pensionamento è sicuramente un traguardo ambito da tutti i lavoratori. Talvolta, si decide, per diverse ragioni, di metterci un taglio prima del raggiungimento dell’età pensionabile. Tuttavia, l’uscita anticipata dal lavoro, può avere delle conseguenze in termini economici, sull’importo del trattamento pensionistico.

Allora, si chiede quale tipo di penalizzazione subisce chi anticipala pensione. In altri termini: “quanto costa al lavoratore andare in pensione prima del tempo?”. La risposta, però, non è uguale per tutti in quanto dipende da diversi fattori, quali gli anni di anticipo, l’anzianità contributiva e le ultime retribuzioni utili. Ci sono, inoltre, alcune opzioni di pensionamento che prevedono un calcolo interamente contributivo dell’assegno. Ciò è normalmente penalizzante. Cerchiamo, quindi, di capire, più nel dettaglio cosa accade se andiamo in pensione prima.

Quanto costa anticipare la pensione

La penalizzazione effettiva dipende dal sistema di calcolo utilizzato. Quindi, normalmente, può essere minima se la maggior parte delle annualità viene calcolata con il sistema retributivo.

In definitiva, la perdita dipende dalla tipologia di calcolo che si utilizza e da quanto tempo prima si va in pensione. Tuttavia, per capire quanto costa al lavoratore andare in pensione prima del tempo, bisogna fare qualche esempio pratico

Sicché, facendo un esempio di calcolo retributivo, vediamo quanto potrebbe perdere un lavoratore che esce dal lavoro 5 anni prima.

Esempi pratici

Ipotizziamo che il lavoratore, al momento del pensionamento anticipato, percepisca una retribuzione media pensionabile pari a 20.000 euro annui, e 20 anni di contributi. Questi ultimi, assoggettati al calcolo retributivo, con un’aliquota di rendimento del 2% annuo.

In questo caso, utilizzando la procedura di calcolo retributivo, egli percepirà 8.000 euro l’anno.

Se, invece, decide di attendere la pensione di vecchiaia, accedendo, però al part time, vediamo cosa succede.

Egli, facendo calare la sua retribuzione media pensionabile a 15.000 euro annui, paradossalmente, perderà 2.000 euro all’anno. Infatti, otterrà una quota retributiva di pensione annua pari a 6.000 euro annui.

In caso di promozione, invece, ci sarà un innalzamento della retribuzione media pensionabile. Si supponga che lo stipendio aumenti a 25.000 euro annui. In questo caso, guadagnerà 2.000 euro, arrivando ad una quota retributiva di pensione annua pari a 10.000 euro.

Quanto costa al lavoratore andare in pensione prima del tempo con il metodo contributivo

Facciamo, adesso, un esempio pratico di calcolo con il metodo contributivo. Ipotesi: il lavoratore ha uno stipendio lordo pari a 30.000 euro annui. In questo caso, ogni anno, sono accreditati 9.900 euro di contributi, ai fini pensionistici.

Sicché, se il lavoratore decide di andare in pensione 5 anni prima, perderà 49.500 euro di contributi in totale. Questa somma si traduce, in termini pensionistici, in 2.759,62 euro annui in meno, cioè circa 213 euro al mese di pensione in meno.

Ma questo è solo un esempio in quanto la penalizzazione risulterà tanto più bassa quanto più bassi risultano gli stipendi o i redditi.

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