Quanto ci guadagna la Russia dalla crisi energetica europea mentre l’Italia avanza per sganciarsi dal magnate del gas

Natural Gas

Ieri c’è stato l’incontro tra il Premier Mario Draghi e il Primo Ministro della Repubblica Democratica e Popolare dell’Algeria Aïmen Benabderrahmane. L’appuntamento è servito a siglare un accordo che, manco a dirlo, riguarda la fornitura di gas. Così nella cerca internazionale dell’Italia, ieri abbiamo fatto tappa in Algeria per ricavare la promessa di 9 miliardi di metri cubi in più l’anno. Si tratta di circa 1/3 del quantitativo che importiamo attualmente dalla Russia. Cerchiamo di fare la conta: un po’ di liquefatto dagli States, cui aggiungiamo altri arrivi da Paesi come l’Azerbaijan. Qualcosina arriverebbe anche dalla Libia e dal Quatar. Un lavoro rocambolesco per cercare di sopperire alla comodità di accedere a prezzi competitivi alla fornitura del nostro vicino di casa russo. Sarebbe la sanzione più dura verso Mosca perché, in verità, sinora le sanzioni adottate secondo molti esperti di politica economica, avrebbero intaccato al minimo l’ex Unione Sovietica.

Più entrate per Mosca

La novità è che in questi giorni Mosca ci starebbe addirittura guadagnando. Secondo una pubblicazione curata dall’ISPI, «alla scarsità di sanzioni europee nel settore energetico corrispondono ingenti entrate per Mosca». In sostanza, secondo l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, le entrate, grazie all’effetto guerra sarebbero addirittura aumentate. Infatti risulta interessante capire quanto ci guadagna la Russia dalla crisi energetica europea. Così se i guadagni dalle esportazioni di gas e petrolio un anno fa erano di circa 10 miliardi, il mese scorso hanno superato i 15 miliardi.

Il motivo è molto semplice. L’aumento eccessivo del prezzo del gas ha consentito all’impero di Putin di compensare le mancanze derivate dalle minori esportazioni di altre merci e minerali. E se consideriamo che nel medio lungo periodo gli ex partner commerciali potrebbero ricucire i rapporti commerciali con la Russia, in sostanza il Paese potrebbe non subire forti danni sul suo grosso patrimonio. Risorsa che si chiama gas e, qualsiasi cosa se ne dica, tiene in ginocchio l’Europa. In primis Germania e Italia.

Quanto ci guadagna la Russia dalla crisi energetica europea, intanto l’Italia avanza per sganciarsi dal magnate del gas

Consapevoli che tutte le sanzioni imposte sinora verso la Russia rappresenterebbero una bazzecola, l’Ue si sta attivando per tagliare il gas. Occorre tempo però. Chiudere con un fornitore non è semplice come chiudere il rubinetto di casa. Così come sono richiesti tempi per iniziare ad usufruire realmente delle forniture provenienti da altri Paesi. E ai tempi si aggiungono i costi. Che verosimilmente saranno maggiori. Il motivo è presto detto: la parte liquefatta richiede costi medio alti per arrivare nelle nostre case, negli uffici e nelle imprese. Per il resto, si dice, comunque i prezzi degli altri partner siano comunque più alti rispetto alle tariffe stracciate di Putin.

Il gas dall’Algeria, che comunque non copre da solo il nostro fabbisogno, dovrebbe giungerci il prossimo autunno. La rotta sarà lungo il gasdotto Transmed che è attivo dal 1983, attraversa la Tunisia e approda a Mazara del Vallo. Una goccia nel deserto di gas italiano.

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