Spesso nella scelta di prodotti d’investimento si segue più il sentito dire, anziché mettere a fuoco le proprie esigenze e caratteristiche. Bisogna infatti partire da queste, per poi scegliere il o i prodotti che fanno al caso proprio.
Quest’oggi la Redazione di Proiezionediborsa porrà a confronto due strumenti in parte simili e vedremo di capire quando scegliere l’uno o l’altro. Piccola avvertenza, per le obbligazioni qui considereremo quelle sovrane.
Entriamo subito nel vivo e vediamo quando investire in certificati di deposito (CD) invece dei BTP e titoli di Stato.
Cosa accomuna CD e titoli di Stato
Punto di partenza, cosa accomuna i due strumenti? Anzitutto la previsione di tassi fissi, certi e conosciuti, a priori dal cliente.
Ovviamente stiamo parlando di interessi molto contenuti su entrambi i fronti, quindi nessuna falsa illusione. Il rischio legato ai due strumenti, infatti, è solitamente basso, ma questo non equivale a dire che sia assente.
I punti di divergenza
Diversi gli elementi che differenziano, l’uno dall’altro, questi due strumenti.
In primis l’emittente. Nell’acquisto di obbligazioni, la controparte è data dal Tesoro e quindi dallo Stato. Dall’altra parte abbiamo un intermediario finanziario, tipo la nostra banca di riferimento.
In secondo luogo, troviamo la durata temporale del prodotto. Di solito medio-lunga per i titoli di Stato, tipo il classico decennale, o anche a scadenze superiori. Sono invece più corte per i CD (certificati di deposito). Sui titoli di Stato fino a 5 anni di durata, oggi, vigono rendimenti negativi, per cui non li poniamo a confronto.
L’altra grande divergenza riguarda gli aspetti fiscali. Se per le obbligazioni sovrane vige una fiscalità di vantaggio al 12,5%, non altrettanto dicasi per i CD. Questi sono infatti tassati al pari di un qualunque nostro reddito percepito.
Infine, i CD trovano fino a 100mila euro di copertura nel FITD, a patto che il nostro emittente vi aderisca. Una simile previsione non vale invece (in linea teorica) per i bond sovrani. Tuttavia, se teniamo conto dei salvataggi bancari pubblici degli ultimi anni, ci rendiamo conto che il grado di rischio (e di copertura) per le due famiglie di prodotto è identico.
Quando scegliere le obbligazioni o i CD?
Arriviamo dunque al cuore del nostro quesito. Ovvero quando investire in certificati di deposito invece dei BTP e titoli di Stato e sciogliere così i dubbi.
In quest’articolo abbiamo già parlato quando i BTP vanno acquistati, per portare a casa l’affare. Qui, in sintesi, ricordiamo che quando i tassi d’interesse e/o l’inflazione e/o lo spread sono alti e pensiamo scenderanno, allora conviene di più comprarli.
Parimenti, la scelta può rivelarsi ideale per chi cerca soluzioni a tassazioni agevolate o ancora per chi va in cerca di forme d’investimento di lungo respiro temporale.
Infine, i titoli andrebbero prediletti da chi cerca l’eventuale plusvalenza sul mercato secondario da portare a casa. O da chi cerca forte tutela sul fronte della liquidità del prodotto che compra. Sul mercato secondario, infatti, i titoli di Stato sono di norma ampiamente scambiati.
Dunque, quando investire in certificati di deposito invece dei BTP e titoli di Stato?
Di contro i CD sono adatti a chi cerca soluzioni di breve-medio respiro, da qualche mese fino a un massimo di 5 anni, per intenderci.
Vale poi la considerazione inversa rispetto al caso dei titoli di Stato. Ossia i CD vanno preferiti quando pensiamo che i tassi d’interesse sono destinati a salire nel futuro prossimo.
Ancora, mentre le obbligazioni potenzialmente danno il rischio di perdite in conto capitale se vendute anzitempo, questo non vale per i CD. Per quest’ultimi si ha sempre indietro il capitale alla scadenza. Mentre se ritirato (il capitale) prima si possono anche pagare penali, che spesso consistono in una decurtazione, totale o parziale, degli interessi maturati fino a quel momento.
Abbiamo dunque risposto al quesito in merito a quando investire in certificati di deposito invece dei BTP e titoli di Stato.