Quali sono le tutele per chi ha chiuso un’attività commerciale?

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Negli ultimi mesi, all’emergenza sanitaria causata dall’epidemia da coronavirus se n’è aggiunta un’ulteriore e non meno preoccupante. Secondo uno studio delle Camere di Commercio, sono circa 20.000 le imprese che hanno chiuso i battenti nel primo semestre di quest’anno. Una situazione certamente non destinata a migliorare nelle prossime settimane. La Redazione di ProiezionidiBorsa si è occupata in diverse occasioni delle tutele previste per i lavoratori dipendenti.

Chi, infatti, perde un’occupazione subordinata può beneficiare del trattamento di CIG. In un recente approfondimento, avevamo analizzato le iniziative del Governo volte a rafforzare questa tutela per chi è forzatamente inattivo. Se i lavoratori dipendenti possono contare su alcuni mesi di supporto statale, quali sono le tutele per chi ha chiuso un’attività commerciale? Fino ad oggi nessuna, anzi l’imprenditore che chiude l’attività è soggetto a stringenti obblighi come previsto dalla Legge 223/91. E successivamente confermato dalla Cassazione, con la sentenza 23736/2016.

Una speranza dall’Europa

Visto il contesto normativo italiano, sembra che un commerciante costretto alla chiusura sia spacciato. Privo di qualsiasi ammortizzatore sociale. Gli ex imprenditori possono però trovare un barlume di speranza in un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea. Con la sentenza C-442/16 del 20.12.2017, i giudici comunitari hanno equiparato la situazione di inattività dei lavoratori autonomi a quella dei dipendenti.

La Corte di Giustizia ha quindi stabilito che deve esserci un’uniformità di trattamento per tutti i lavoratori in difficoltà. Questo, ovviamente, solo se la chiusura dell’attività commerciale deriva da cause esterne ed involontarie. Ad esempio, una grave recessione economica. Sulla base della sentenza appena citata, quali sono le tutele per chi ha chiuso un’attività commerciale nel nostro Paese? Purtroppo, fino ad oggi, il Parlamento italiano non ha varato alcuna norma per allinearsi alle indicazioni comunitarie. Quindi, a differenza di altri Stati europei, gli imprenditori italiani non hanno accesso ad alcuna prestazione di disoccupazione.

Quali sono le tutele per chi ha chiuso un’attività commerciale?

Nei paragrafi precedenti abbiamo analizzato quali sono le tutele per chi ha chiuso un’attività commerciale in Italia. Scoprendo che, nonostante una sentenza della Corte di Giustizia Europea, per gli imprenditori non esiste alcuna tutela. Almeno dal punto di vista del sostegno al reddito. L’alternativa, quindi, per chi ha dovuto abbassare la serranda è solo quella di cercare di ripartire. Magari beneficiando di possibili incentivi locali o comunitari per l’apertura di una nuova attività imprenditoriale.

Oppure, chi fosse in condizioni economiche davvero difficili, potrebbe aprirsi la strada del REI (Reddito di Inclusione). Un trattamento ben diverso rispetto a quanto previsto da altri Stati europei. Nella Repubblica d’Irlanda, ad esempio, l’articolo 139 del Social Welfare Consolidation Act, prevede la disoccupazione per tutti i disoccupati. Senza alcuna discriminazione per chi abbia dovuto chiudere la propria impresa.