Quali sono i presupposti e quando spetta l’assegno di divorzio all’ex coniuge secondo questa recentissima modifica normativa 

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Il divorzio è un momento complesso nella vita delle persone. Tanto per le difficoltà emotive e relazionali che porta con sé tanto per problemi più pratici. Si pensi agli accordi per la gestione dei figli, alla attribuzione della casa comune o agli aspetti economici della separazione.

Particolare attenzione merita l’assegno di divorzio, cioè l’obbligazione a carico di uno dei due coniugi di riconoscere all’altro un contributo economico. Il legislatore e la giurisprudenza hanno discusso a lungo sulle condizioni, i presupposti e le modalità di determinazione dell’assegno e dalla sua entità.

Quali sono i presupposti e quando spetta l’assegno di divorzio all’ex coniuge secondo questa recentissima modifica normativa

È il giudice che compie la valutazione sulla spettanza e sulla somma da attribuire a titolo di assegno di divorzio. In particolare, compie questa valutazione in base all’articolo 5 comma 6 dalla legge sul divorzio. Questa norma impone al giudice di tenere presenti una serie di elementi. Si parte dalle ragioni del divorzio, il contributo personale ed economico di ciascun coniuge alla famiglia. Si considera anche il reddito dei coniugi così come la durata del matrimonio.

La giurisprudenza ha molto discusso sulla funzione dell’assegno di divorzio. In passato riteneva che l’assegno divorzile dovesse far mantenere al coniuge più debole economicamente lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio. Questo metodo di calcolo dell’assegno e della sua quantità è stato nel tempo rivisto dai giudici. Oggi si ritiene che l’assegno di divorzio svolga tre principali funzioni. Quella assistenziale, quella perequativa e quella compensativa.

Quando spetta

Con una recentissima ordinanza, n. 6534 del 28 febbraio 2022, la Corte di Cassazione è ritornata sull’argomento. Inoltre ha spiegato quali sono i presupposti e quando spetta l’assegno di divorzio secondo le interpretazioni più attuali. Secondo la Corte, in particolare, ormai il tenore di vita costituisce un criterio del tutto superato nella determinazione della somma dell’assegno divorziale. L’assegno ad oggi va concesso e stimato dal giudice sulla base del criterio compensativo.

Occorre, cioè, verificare quale sia stato l’apporto di ciascun coniuge alla vita della famiglia. Tenendo in considerazione l’età dei coniugi e la durata del matrimonio. Si deve verificare quali siano state le aspettative professionali sacrificate da un coniuge in favore dell’altro per occuparsi dei bisogni comuni. L’assegno di divorzio acquista, allora, una funzione di giustizia e compensativa. Rende, cioè, giustizia al ruolo e al contributo apportato dal coniuge finanziariamente debole alla famiglia negli anni di matrimonio. Portando alla luce un ruolo fondamentale nella vita delle persone che troppo spesso non ricevono il giusto merito.

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