Quali sono gli alimenti che si possono consumare dopo la scadenza

scadenza

In tempo di crisi, piange il cuore a dover buttare un cibo scaduto. In realtà non sempre è necessario, dipende dal tipo di alimento. Nei prodotti a lunga conservazione c’è sempre un lasso di tempo, oltre la scadenza indicata, entro il quale questi mantengono inalterate le proprietà nutritive. Inoltre, mangiandoli, non provocano alcun tipo di danno alla salute.

In Italia l’indicazione della data di scadenza non è obbligatoria per alcuni alimenti, come la frutta e la verdura fresca (e integra, non sbucciata), il vino, l’aceto, il sale e lo zucchero. Vediamo, dunque, quali sono gli alimenti che si possono consumare dopo la scadenza.

Il latte fresco

Il primo è il latte fresco. L’Associazione Italiana Lattiero Casearia (Assolatte) conferma che il latte scaduto entro i sei giorni precedenti si può utilizzare tranquillamente per alcune preparazioni, come omelette, dolci e frullati, previa bollitura dello stesso. Addirittura, nel caso di latte pastorizzato, i giorni di utilizzo successivi alla scadenza salgono a dieci.

Formaggi e yogurt

Per i formaggi c’è una differenza fra quelli freschi e quelli stagionati. I primi vanno consumati entro la data di scadenza indicata. mentre i secondi si possono mangiare senza problemi diversi giorni dopo la data indicata sulla confezione.

Anche gli yogurt si possono consumare nei sei, sette giorni successivi alla data indicata sulla confezione. Tuttavia, per gli yogurt, vi è la possibilità che, con il passare del tempo, si riducano le proprietà nutritive. Nessun deterioramento, invece, subiranno quelle organolettiche.

I prodotti surgelati

Il consumo di surgelati nei due mesi successivi alla data di scadenza non crea alcun problema. La raccomandazione è che, comunque, una volta scongelati, se ne faccia uso immediato previa cottura.

Ora che abbiamo fatto il punto su quali sono gli alimenti che si possono consumare tranquillamente dopo la scadenza potremmo gestire la dispensa ed il frigo in maniera maggiormente consapevole, oltre che evitare di sperperare denaro e cibo.

Il contenuto di questo articolo è stato letto, corretto e approvato dal referente scientifico, Dr. Raffaele Biello.
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