Quale sarà l’impatto del coronavirus sull’economia italiana?

ftse mib

Quale sarà l’impatto del coronavirus sull’economia italiana?
Ma dipende tutto dal coronavirus?
Le politiche governative: limiti ed errori?
La situazione di breve del Ftse Mib.
Intendiamo rispondere, in questo articolo, a diversi dubbi ed interrogativi che molti si pongono, dopo la comparsa e la diffusione del coronavirus in Italia.

Impatto economico

Certamente quale sarà l’impatto del coronavirus sull’economia italiana è difficile da definire  a priori ma effetti ci saranno di sicuro.
Inutile negare che provvedimenti restrittivi della libera circolazione, unitamente ad un diffuso sentimento di paura (talora di vero e proprio panico) certo non agevola le prospettive economiche. Parlano significativamente le immagini di molti esercizi commerciali chiusi o comunque deserti, che le televisioni in questi giorni mandano in onda.
Difficile quantificare l’impatto, ma non tutto dipende dal coronavirus.
Da tempo il Pil  italiano lasciava molto a desiderare, ben prima della comparsa del coronavirus, unitamente ad una curva dei rendimenti che, pur mantenendo impostazione rialzista di lungo, andava sempre più appiattendosi.

Curva rendimenti Italia


Su questo progressivo peggioramento ha certo influito la situazione coronavirus, ma non solo.

Dipende tutto dal coronavirus?

E’ da tempo che diverse scuole di pensiero economico, la cui opinione condivido, ritengono eccessivamente recessiva per l’Italia, e non solo, una politica impostata solo sulla difesa dall’inflazione.

Gli effetti ormai si riscontrano da tempo, basti pensare alla differenza tra trend economico europeo ed americano. Da un lato, e tra trend europeo e quello cinese dall’altro, nonostante la Cina sia stato il primo paese colpito dal virus.
Ma, come non bastassero i limiti economici imposti da determinate politiche in sede europea, pare che l’esecutivo ci abbia messo anche del suo, come nella giornata di ieri.

Non bastassero le norme che inaspriscono la pressione fiscale, qualche allarmismo di troppo è dipeso anche da dichiarazioni di Conte, che appaiono fuori luogo.

Limiti ed errori dell’esecutivo

Ieri Conte ha lamentato una eccessiva frammentarietà nelle decisioni a livello regionale, invocando una sorta di restringimento dei poteri regionali.
Al riguardo, non possiamo non osservare quanto segue.
E’ sicuramente vero che la legislazione in materia di ordinanze, legate a situazioni di emergenza, consente la deroga alle norme dell’ordinamento giuridico, ma certo non a tutte.
La stessa legislazione in materia prevede determinati limiti ai poteri che si possono esercitare con determinati provvedimenti, in particolare quelli dettati dai principi generali, che restano inderogabili. E tra questi rientra, certamente, quanto previsto a livello costituzionale.
In particolare è un principio cardine la competenza regionale in materia di sanità, che nessun governo potrà mai esautorare.
Qualora succedesse, ogni regione sarebbe autorizzata a sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri pubblici dinanzi alla Corte costituzionale.

L’atteggiamento di Conte

Una scelta, quindi, quella di comunicare certe uscite, che desta preoccupazione e dubbi ulteriori.
Preoccupazione, in quanto ci si domanda cosa Conte tema, per fare sparate del genere.
E dubbi giuridici, in quanto mettere anche solo in dubbio certi principi, altro non fa che confermare una sostanziale incertezza del nostro ordinamento, che confligge con i principi di uno stato di diritto.
Il che si aggiunge anche l’efficacia di provvedimenti gravi, come quelli assunti nei giorni scorsi, culminati addirittura nella esclusione di certa libertà di circolazione sul territorio nazionale.
Ci domandiamo perché altrettanta sollecitudine, legata invece ad esternazioni poco felici, il presidente del Consiglio non la destini a misure per il rilancio della nostra economia.

Politica italiana

Ma non solo in direzione di chi colpito da provvedimenti particolari, come le attuali ordinanze, ma anche in relazione ad un rilancio complessivo del nostro sistema economico.
Peraltro va ricordato che i provvedimenti restrittivi della circolazione in alcuni comuni sono stati adottati con decreti legge.
Il che significa che, se entro sessanta giorni non saranno convertiti in legge, essi decadranno da ogni efficacia, ma in questo caso sorgeranno ulteriori dubbi sui presupposti di necessità ed urgenza, che sono i soli a legittimarli.

Quale sarà l’impatto del coronavirus sull’economia italiana?

Passiamo alla situazione tecnica del Ftse Mib.

Sul medio/lungo termine, fin tanto che non si assista alla violazione di determinati supporti, il trend permane rialzista ed indirizzato verso i target evidenziati in precedenti analisi.
Ma sul breve termine?
Il ribasso di breve potrebbe già essersi esaurito, come evidenziato dal seguente grafico.


Il grafico utilizza diverse tecniche di analisi.
Il semicerchio verde rappresenta un ciclo di breve/medio, teoricamente destinato a chiudersi attorno al 5 marzo.
Le rette ascendenti tracciate dall’angolo in basso a sinistra fanno parte di un ventaglio di Gann, tracciato secondo i canoni originari del metodo.
A partire dal massimo in alto sulla destra è stato tracciato un algoritmo temporale di Gann.
Le due rette discendenti blu sono state tracciate con il metodo Magic Box.
Vediamo perché le diverse tecniche convergono nell’indicare la possibilità che un bottom già sia stato raggiunto.
Le rette oblique blu consentivano di proiettare un’area di prezzo, sostanzialmente già raggiunta, rappresentata dalla retta nera orizzontale.

Setup

L’intersezione tra retta obliqua blu e retta orizzontale nera indica setup temporali, di cui un primo già raggiunto. Quindi coincidono proiezione di target e di tempo.
La retta ascendente rossa, parte del ventaglio di Gann, ha intercettato il minimo raggiunto ieri. Peraltro in corrispondenza della retta verticale rossa, setup temporale di Gann.
Dal punto di vista ciclico, qualora questa area di minimo non tenesse, assisteremmo ad una estensione ribassista, che andremo a calcolare.
Ma ciclicamente il ribasso di breve non dovrebbe andare oltre il 5 marzo.
Nell’ipotesi di un bottom di breve già formato, occorre considerare una certa tolleranza nelle date in cui si formano i minimi ciclici

Con la possibilità, in fasi rialziste, di un certo anticipo rispetto a quella che sarebbe la data teorica di ripresa ciclica, se il ciclo avesse un andamento perfetto.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT