Un focus per capire qual è il nuovo alimento che incrementa l’apporto di ferro nell’organismo. Sarà capitato più o meno a tutti, prima o poi, di vedersi prescrivere dal proprio medico di base una cura a base di ferro. Il genere femminile è quello che, più spesso, può andare incontro a carenze di ferro e la soluzione medica è un rinforzo, fatto a base di fiale dal sapore non proprio gradevole. Dalla nostra parte del pianeta, le carenze possono essere dovute a diversi fattori, ma è comunque possibile correre ai ripari. Lo stesso invece non può dirsi per le popolazioni più svantaggiate.
Basti solo pensare che nel mondo, da recenti stime, sono almeno due miliardi le persone che non riescono ad assumere abbastanza ferro tramite il cibo. E quando le carenze sono significative, si possono avare gravi ripercussioni sia a livello di sistema nervoso, che di sviluppo. Basti solo pensare ai bambini e ai ragazzi, nonché alle donne in età fertile. Ma recenti studi hanno compiuto passi significativi al riguardo. Vediamo quindi qual è il nuovo alimento che incrementa l’apporto di ferro nell’organismo.
Le ultime ricerche scientifiche
Ora però qualcosa o forse ben più di qualcosa, si muove all’orizzonte. La ricerca porta la firma congiunta degli studiosi dell’ETH di Zurigo, vale a dire del Politecnico federale, considerato il più prestigioso istituto universitario politecnico della Svizzera nonchè uno dei più importanti centri di ricerca al mondo. A questi devono aggiungersi anche i ricercatori della Chalmers University of Technology di Göteborg, in Svezia, e di quelli di Nestlé Research di Losanna.
Quello che questa joint-venture è riuscito a mettere a punto è un alimento che coniuga diverse esigenze. Vale a dire: apporto di ferro, mantenimento delle caratteristiche organolettiche, livelli di prezzo abbordabile e relativa facilità di conservazione. Tutto questo concentrato in un dado da brodo potenziato di “ferro”.
La pubblicazione
A darne notizia pubblica la prestigiosa rivista Scientific Reports, del gruppo di Nature. Una scoperta che, con le dovute cautele, potrebbe significare molto per l’alimentazione dei paesi più poveri. Il problema, in quel caso, sembra derivare dal fatto che il ferro nei cereali, è difficilmente assorbibile. Si è arrivati così a un brodo, di pollo o vegetale, facilmente digeribile e con un elevato tasso di assorbimento da parte dell’organismo. Ora quindi non resta che attendere che con questo nuovo composto vengano prodotti dadi da brodo, destinati specialmente ai paesi dove si registrano carenze più alte di ferro negli alimenti.