Chi si lancia nel crearsi una rendita mensile mediante un appartamento in affitto, si chiede puntualmente quanto gli convenga incassare. Meglio, detta più onestamente si chiede: qual è il miglior prezzo per affittare un appartamento e massimizzare i guadagni? Procediamo insieme per scoprirlo.
Vediamolo con un possibile esempio
Non c’è modo migliore di scoprirlo e che non passi per l’esposizione di un ipotetico caso concreto. Immaginiamo due proprietari con due immobili dirimpettai e di identiche metrature, ma due mobilie differenti ed esposizioni diverse. Il primo signore chiede 500 euro al mese, e affitta entro il primo mese. Il secondo pretende invece 600 euro e trova un inquilino dopo 6 mesi.
È stato più scaltro il secondo proprietario? È questa la classica illusione in cui cade l’osservatore superficiale, o che comunque non calcola tutti i costi legati a quella scelta. Il primo proprietario, dal secondo al sesto mese ha incassato 2.500 euro (lordi) di pigioni, mentre in quei 150 giorni sul secondo proprietario sono ricaduti tutti i costi del suo appartamento.
Ancora, chi ha affittato a 600 euro per giungere a “break-even point” (ossia coprire i 2.500 euro mancanti dei 5 mesi sfitti) con il primo proprietario impiegherà 25 mesi. Oltre a dover rientrare anche delle spese (condominio, IMU, etc) dei 4 mesi in cui l’immobile non era affittato. Per cui quell’ipotetico pareggio sarà raggiunto ben oltre i 25 mesi.
Qual è il miglior prezzo per affittare un appartamento e massimizzare i guadagni
Inoltre poi si esporrà a un altro grave, grande rischio che non dovrebbe avere invece chi ha deciso di fittare a 500 euro: ossia l’elevato turn-over di inquilini. Chi ha affittato a 600 euro al mese, infatti, sarà fortemente incentivato a lasciare casa il prima possibile.
Spesso, ma non sempre, un automobilista cambia RC auto quando trova una compagnia assicurativa che gli faccia risparmiare 100 euro all’anno. Così come una mamma decide di fare la spesa al supermercato X se reputa che le faccia risparmiare tanti soldi e le garantisca comunque tanta qualità.
Ora, se valgono queste e tutte le simili considerazioni del mondo, perché mai un inquilino dovrebbe restare a lungo nella casa da 600 euro al mese? Che gli costa 1.200 euro annui in più rispetto a quanto pagherebbe normalmente se decidesse di andare a vivere altrove?
Morale: chi affitta a prezzi più alti inevitabilmente ogni poco tempo sarà sempre alla ricerca di nuovi inquilini.
La fonte di tutti gli equivoci
Stiamo sempre cercando di capire qual è il miglior prezzo per affittare un appartamento e massimizzare i guadagni.
Purtroppo c’è un errore madornale che il 90% dei proprietari di case in affitto puntualmente commette. Ossia quello di scambiare il prezzo più alto (in rapporto a chi o cosa?) con quello che li farà diventare più ricchi. Si pensi a quando si cerca il prezzo in assoluto più alto per vendere le azioni in portafoglio prima di uscire dal trade.
Allora, qual è il miglior prezzo per affittare un appartamento e massimizzare i guadagni?
Ora, potrebbe anche essere che nel breve o brevissimo periodo tale scelta faccia fare soldi. Ma, alla lunga, risulterà più scaltro, saggio e lungimirante chi avrà deciso di abbassare di 50/100/200 euro al mese il suo canone d’affitto. E che in compenso avrà avuto inquilini per 12 mesi l’anno, senza mai mesi scoperti.
Il trucco sta lì: saper cedere quel giusto compenso sul singolo mese ma che farà fare tanti soldi sul lungo periodo. Si tratta di un concetto compreso solo da una piccola fetta di mercato. Ossia quella parte di case che si affittano subito e i cui inquilini pagano e non vanno più via, perché sanno di trovarsi bene.
Ecco dunque illustrato qual è il miglior prezzo per affittare un appartamento e massimizzare i guadagni. Infine, nell’articolo di cui qui il link illustriamo qual è il prezzo giusto per vendere un appartamento.