Proroga dei contratti a termine: fino a quando?

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 Il Decreto Rilancio ha introdotto una serie di iniziative a tutela di imprese e lavoratori. In questo articolo approfondiremo le disposizioni in materia di contratti di lavoro a termine e di apprendistato. Molti lavoratori con contratto a tempo determinato hanno concluso la loro attività durante il periodo del lockdown.  Per una parte di loro gli ammortizzatori sono stati insufficienti o addirittura assenti. In questa situazione di crisi, il Governo è intervenuto con diverse manovre. E’ attivo infatti un taglio alle tasse dei lavoratori dipendenti per incentivare i consumi e quindi la produzione. Con il Decreto Cura Italia, l’Esecutivo ha consentito la proroga automatica dei contratti a tempo determinato, anche oltre il dodicesimo mese.
Le aziende che hanno richiesto la cassa integrazione potranno prorogare o rinnovare i contratti a termine. Anche oltre il normale limite di 12 mesi. Vediamo quindi a chi spetta la proroga dei contratti a termine.

Ecco a chi spetta

Le Imprese impattate dalla crisi da coronavirus, possono prorogare il contratto derogando al D.Lgs 81/2015. Potranno quindi assumere a termine nuovi lavoratori anche se l’impresa beneficia della cassa integrazione. Le assunzioni saranno possibili sia tramite contratti a termine sia di somministrazione. In aggiunta, le imprese non saranno obbligate a trasformare contratti a termine in contratti a tempo indeterminato i rinnovi contrattuali proposti ai dipendenti. L’articolo 93 del Decreto Rilancio prevede la libertà di rinnovare i contratti a termine anche se si superano i 12 mesi di rapporto di lavoro. Per questo periodo non sono quindi previste le cosiddette causali giustificatrici. Ricordiamo che queste deroghe sono valide anche per i contratti in somministrazione e senza distinzione tra tempo pieno e tempo parziale.

Proroga dei contratti a termine: fino a quando?

Abbiamo visto a chi spetta la proroga dei contratti a termine. Le misure previste dal Governo hanno rappresentato un importante possibilità di lavoro per molti precari. Ma sono state un’importante incentivo anche per le imprese. Queste hanno potuto rilanciare la produzione contando su lavoratori già formati. La scadenza fissata per fine agosto preoccupa, però, lavoratori e parti sociali. I sindacati hanno chiesto al Governo di prorogare ulteriormente le deroghe sui contratti a termine. Le parti si incontreranno nei prossimi giorni per trovare un’intesa. Il Ministro dell’Economia Gualtieri ha aperto uno spiraglio, ipotizzando di lasciare invariato l’attuale assetto almeno sino alla fine dell’anno.
Le difficoltà del nostro Paese nascono principalmente da una limitata produzione che deprime consumi, occupazioni ed entrate fiscali. Incentivare il lavoro e deregolamentarne temporaneamente alcuni aspetti è la ricetta indicata da più parti come una strada per la ripresa.