Prezzi calmi negli USA, chi smuove la FED?

prezzi

Ancora una volta Donald Trump sarà rimasto deluso dai dati macroeconomici americani usciti nel pomeriggio: prezzi calmi, troppa quiete per una Casa Bianca che sta agitando le acque.

La totale assenza di pressioni inflazionistiche scongiura certamente il pericolo che alla FED qualche falco prenda il sopravvento e diriga la barra verso un rialzo dei tassi.

Allo stesso modo però con la dinamica dei prezzi sul fiacco andante tagliare i saggi di interesse sarebbe manovra quanto mai avventata e inopportuna.

Vediamo.

Tabella dati macroeconomici del pomeriggio negli USA

    Indice dei prezzi all’esportazione (Mensile) (Apr) 0,2% 0,5% 0,6%
    Indice dei prezzi all’esportazione (Annuale) 0,3% 0,6% 0,6%
    Indice dei prezzi all’importazione (Mensile) (Apr) 0,2% 0,7% 0,6%
    Indice dei prezzi all’importazione (Annuale) -0,2% 1,0% 0,0%
    Redbook (Mensile) 1,3% 1,3%
    Redbook (Annuale) 5,4% 5,9%

 Annotiamo come tutti gli indici dei prezzi siano usciti sotto le attese.

Addirittura l’indice dei prezzi alle importazioni, nonostante la guerra dei dazi in corso, segna uno strambo -0.2%, assolutamente inatteso.

E’ come se il mercato americano, sia in termini di Import che di export ignorasse il contesto critico che le nuove barriere doganali volute dal Presidente stanno generando.

Ovviamente Trump non può sperare di avere un grande valore aggiunto nella sua campagna per il taglio dei tassi di interesse.

Se i prezzi salissero la FED potrebbe pensare di alzare i tassi per calmierare l’inflazione incipiente.

Viceversa coi tassi fermi o addirittura in discesa, come nel caso delle importazioni Powell e soci non possono certo tagliare i tassi per quanto spiegato sopra.

Insomma sono altre le vie che Trump dovrà percorrere per convincere la FED ad azionare la leva dei tassi col ribasso auspicato.

Redbook a rilento

Per esempio, come notiamo dalla tabella soprastante dei dati macroeconomici, vediamo un Redbook che permane nella fascia bassa dell’ultimo periodo.

Questo insieme di dati macroeconomici ci conferma che l’economia americana si è allontanata dal picco dei mesi scorsi.

Allo stesso tempo però se allarghiamo la finestra del confronto anche solo a tutto il 2018 vediamo come siamo comunque su una fascia di eccellenza.

Per intenderci un anno fa a maggio si viaggiava sotto quota 5% rispetto all’attuale 5.4%.

Insomma se Trump conta sui dati del ciclo macroeconomico americano per smuovere la FED dovrà ripassare più avanti.
Senza che nel frattempo egli stesso non abbia combinato troppi danni con la sua ormai forsennata guerra doganale.

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