Prendi il sole che combatte la depressione

sole

“Esci e ti vai a fare una bella passeggiata al sole”. Quante volte il nostro medico, che, spesso è diventato anche un amico, per il duraturo rapporto professionale, ci ha dato questo consiglio. Ma dietro a questa semplice e incisiva frase, si nasconde non solo l’idea salutare di sgranchirsi le gambe e distrarre la mente. Il concetto altrettanto fondamentale è: prendi il sole che combatte la depressione. Secondo recenti studi sembra infatti che la vitamina D trasmessa al nostro corpo dai raggi solari, concorra anche a debellare l’esaurimento nervoso.

Come avviene questo procedimento chimico

Alla base di questi studi e di questi risultati, la vitamina D che agirebbe sul gene Tph2, trasformando il triptofano in serotonina. In parole povere, più stiamo esposti al sole e meno possibilità avremmo di essere depressi. La vitamina D viene infatti prodotta automaticamente con l’esposizione al sole, ma, senza le creme abbronzanti che, altrimenti la bloccano! Il consiglio dei medici è quello di esporre anche semplicemente gambe e braccia al sole, con la bella stagione, per 20 minuti al giorno. Così facendo si alzerebbe il livello minimo di vitamina D nel sangue, raggiungendo la soglia ottimale di 80ng/ml. Secondo lo studio invece, un abitante su tre della terra si aggira su valori molto bassi: 25 ng/ml.

Il rapporto diretto depressione- mancanza di vitamina D

La conclusione dello studio punta l’attenzione sul fatto che esista una relazione diretta tra stati depressivi e carenza di vitamina D. Un rapporto talmente stretto da sentenziare che l’80% dei pazienti affetti da esaurimento nervoso e bipolarismo non è solito prendere il sole. Ecco perché è utile il consiglio: prendi il sole che combatte la depressione.

Non solo depressione, ma anche altri benefici

Ricordiamo che la vitamina D è fondamentale per gli esseri umani anche per:

  • – Rafforzare il sistema immunitario
  • – Contrastare l’osteoporosi
  • – Risanare le fratture
  • – Prevenire il cancro alla prostata e al colon
  • – Prevenire il diabete
  • – Aiutare nella lotta all’ipotiroidismo
  • – Permettere al fisico di assimilare il calcio introdotto con gli alimenti

Un dato finale della ricerca tra gli anziani oltre i 75 anni. La mortalità di quelli ospitati nelle case di riposo è risultata il doppio di quella dei pari età invece abituati, stando a casa, a uscire nell’orto, a fare le passeggiate, a uscire a spasso col cane!

Il contenuto di questo articolo è stato letto, corretto e approvato dal referente scientifico, Dr. Raffaele Biello.
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