Alla mezzanotte di ieri o se preferite alle 0.01 di oggi , Jerome Powell , Presidente della FED, ha tenuto il suo discorso. Effetto sui mercati in after-hours , uguale a zero.
Sono lontani i tempi in cui ad un intervento in orario per noi notturno del CEO della FED, ai tempi di Greenspan per intenderci, dovevi pregare di essere dalla parte giusta perché al mattino un ‘apertura con variazione percentuale inferiore a +/-2% dopo le sue sortite dialettiche era praticamente impensabile.
Eppure Powell sta conducendo l’economia USA per mano a una ripresa economica perdurante come non si vedeva dagli anni ’80 e per la disoccupazione ai minimi addirittura anni ’60! Ben oltre i livelli del miglior Greenspan.
La cosa, se vogliamo un po’ comica, è che deve dividersi i meriti con un presidente come Trump che lo sta osteggiando in tutti i modi.
Trump sogna un quadriennio di contemporanea e incessante crescita economica e contemporaneamente delle borse e di conseguenza della sua popolarità e del suo gradimento presso l’elettorato americano. Si è già ricandidato per la conferma e non intende mollare la presa.
La vittoria dei democratici nelle elezioni di Midterm alla Camera ha però posto un freno alle velleità presidenziali. Di conseguenza la sua idea di imporre alla FED il mantenimento dei tassi a zero ora passerà in secondo piano.
Questo mutato approccio comunque sarà dovuto da parte di Trump, non soltanto per evitare veti da parte della Camera stessa, ma, anche perché vi sono fondati numeri dell’economia a sostenere le scelte di Powell, basti osservare in tabella l’andamento dell’inflazione USA assolutamente sotto controllo:
A questo si aggiunge la considerazione, mai banale che è assolutamente necessario approfittare di fasi di crescita come questa per rialzare i tassi di interesse e rimettere in sesto la dotazione di eventuali tagli da adottare in nuove fasi critiche.
Powell lo ha detto, il suo compito non è sostenere le borse (per quanto questo possa dispiacere a Trump) ma guidare l’economia USA nel modo più equilibrato e ragionevole possibile.
E così sta facendo: dalle carte della FED si evince che con le borse domestiche ancora vicine ai massimi un eventuale ribasso anche prolungato dei listini non preoccuperebbe più di tanto. Sempre occhi aperti dunque.
In questo senso, proprio la chiusura di stasera rivelerà molto dell’immediato futuro dei listini.