Potrebbe cadere in depressione nel giro di un anno chi supera questa malattia che colpisce il cervello

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Secondo recenti stime, ogni anno in Italia ci sono circa 185.000 casi di ictus cerebrale. L’ictus sarebbe la terza causa più frequente di morte (dopo malattie cardiovascolari e neoplasie) e la prima causa di disabilità. Infatti, riprendersi dopo aver avuto un ictus è tutt’altro che semplice e impone un lungo periodo di riabilitazione.

Alle difficoltà deambulatorie, di parola e di pensiero, possono sommarsi anche difficoltà di tipo psicologico. Secondo una recente ricerca portata avanti dall’A.L.I.Ce. (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale), chi supera un ictus aumenterebbe i rischi di cadere in depressione. I nessi tra ictus cerebrale e depressione sembrerebbero sempre più evidenti, anche se poco noti. Vediamo di seguito quanto affermato dagli esperti circa i fattori di rischio e le possibili cure.

Il rischio psicologico in chi supera l’ictus cerebrale

Gli studiosi affermano che chi supera l’ictus cerebrale potrebbe cadere in depressione con elevate probabilità. Entro un anno dall’evento ischemico, il rischio di depressione sarebbe intorno al 55%. Per fortuna, questa percentuale diminuirebbe con il passare del tempo, ma non è sempre detto che la depressione non si presenti anche più avanti. In alcuni casi, il rischio di depressione resta intorno al 20-30% anche a tre anni dall’ictus.

Proprio a causa della sua imprevedibilità, che rende difficile persino risalire all’origine, gli studiosi ci mettono in guardia sulla depressione post ictus. Secondo gli esperti, i pazienti che sopravvivono all’ictus devono essere consapevoli del rischio psicologico, così da riconoscere i sintomi il prima possibile.

Potrebbe cadere in depressione nel giro di un anno chi supera questa malattia che colpisce il cervello

Il rischio di cadere in depressione dopo un ictus cerebrale aumenterebbe o diminuirebbe a seconda di tre fattori fondamentali. Il primo fattore la storia (clinica e non) del paziente prima dell’ictus (disturbi caratteriali, precedenti depressivi). Il secondo fattore è l’entità del danno vascolare causato dall’ictus (grande, piccolo o multiplo; nella zona frontale o nelle zone profonde del cervello). Il terzo fattore è la risposta dell’organismo all’ictus (difficoltà di linguaggio, difficoltà di movimento). In presenza di tutti i sopracitati fattori di rischio, l’avvento della depressione post ictus sarebbe altamente probabile.

Conoscere i rischi sarebbe anche il primo passo per la prevenzione. La possibile cura per superare la depressione post ictus si dividerebbe in due terapie. La prima è la terapia farmacologica, con antidepressivi rigorosamente prescritti dal medico curante. La seconda sarebbe la terapia psico-sociale, che mira al pieno coinvolgimento del paziente.

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