Un fenomeno incredibile si sta verificando nei nostri amici gatti e riguarda l’evoluzione di questi animali nei secoli. Cani e gatti sono animali domestici per eccellenza. Molti considerano un cane o un gatto alla stregua di un familiare e trattano l’animale quasi fosse un figlio. Per i padroni parlare al loro animale domestico è quasi naturale. Poiché l’animale non ha il dono della parola si sforzano di interpretare il suo comportamento. Per esempio quando un gatto soffia o fa le fusa manifesta uno specifico stato d’animo. Mentre se il felino mangia l’erba mette in atto un comportamento legato a una sua esigenza di natura fisica.
Il padrone attento ai bisogni e alle esigenze del proprio animale domestico, deve sapere interpretare i suoi comportamenti, perciò potrà stupire molti sapere alcune particolarità. I gatti, come i cani, poiché non hanno il dono della parola, cercano di farsi capire dai loro padroni attraverso gesti e comportamenti. Ecco che per il padrone diventa importante conoscere come l’animale vede l’uomo. L’antrozoologia è la scienza che studia il comportamento tra gli animali e gli esseri umani. Molti padroni si meraviglierebbero nello scoprire come i loro animali domestici li vedono. Molti di coloro che hanno un gatto in casa almeno una volta avrà pensato quanto il suo felino fosse intelligente. Ed effettivamente i gatti sono molto intelligenti ma sorprenderà scoprire che il cervello dei gatti nel corso dei secoli si è rimpicciolito.
Potrà stupire molti sapere che il cervello dei gatti sta subendo questa incredibile trasformazione
Secondo uno studio il cervello di questi animali nel tempo è diminuito di dimensione a causa dell’addomesticamento. Lo affermano i ricercatori del Museo Nazionale di Scozia e dell’università di Vienna.
Gli studiosi per dimostrare questa teoria hanno confrontato il gatto domestico, il Felis catus, con due specie selvatiche, il Felis silvetris e il Felis lybica. Queste due specie di felini vivono allo stato selvatico e sono tipiche rispettivamente dell’Europa e dell’Africa. I ricercatori hanno dimostrato che nei secoli il cervello del Felis catus si sarebbe rimpicciolito del 25% rispetto alle razze selvatiche.
Potrà stupire molti sapere che proprio l’uomo sarebbe il responsabile di questa riduzione del cervello attraverso il fenomeno della sindrome della domesticazione. L’uomo accogliendo in casa e addomesticando il gatto ne ha ridotto i rischi che il felino avrebbe incontrato nel mondo esterno. Così nei secoli il felino domestico si è adagiato e a non ha messo più in atto una serie di comportamenti difensivi e protettivi. Secondo questa ricerca il fenomeno ha comportato una riduzione delle cellule celebrali della cresta neurale del gatto domestico rispetto a quelli selvatici.
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