Un portafoglio ed una asset allocation a prova di crisi dei mercati
Tralasciamo per una volta la componente obbligazionaria di cui ci siamo occupati più volte e nella quale ribadiamo come ottimale una spalmatura dei nostri BTP sulle varie scadenze.
Le borse stanno reagendo molto male alla sequenza di dati macroeconomici negativi che ha colto soprattutto l’Europa non risparmiando nemmeno la Germania.
Questo ci suggerisce in primis che anche in un portafoglio azionario a rischio elevato la componente Europa dovrà essere limitata al massimo al 10%.
Mentre la liquidità sale al 40%.
Cosa escludere dal portafoglio azionario: un portafoglio ed una asset allocation
Certamente da escludere il Giappone che anche ammesso qualcosa recuperi in borsa rischierà sul cambio con lo yen e viceversa.
Abbiamo detto di sotto-pesare l’Europa dalla quale senz’altro andrà esclusa la componente di titoli francesi.
Proprio per questo indicheremo dei fondi settoriali che annacquano la debolezza della Francia.
Cosa inserire nel portafoglio azionario di protezione dalla crisi
In Europa come settori restringerei l’orientamento tra utilities e luxury.
La parte del leone la farà il 40% su titoli del DOW Jones o S&P500 o ancora meglio un ETF o un fondo sugli stessi indiciUSA anche senza copertura del cambio.
L’UBS Equity SICAV US Opportunity mixata con il Natixis International FUND Harris Associates U.S. Equity Fund sembra un’ ottima soluzione.
Soluzione da completare con I due ETF complementari tra loro:
Fidelity US High Dividend Index ed Horizons Active US dividend ETF E.
Nella fasi critiche si sa che l’attenzione ai dividendi risulta contrappeso prezioso per contenere volatilità e nello stesso tempo ottimizzare le scelte.
Mentre come emerging restringeremmo il campo ad un 10% da frazionare tra il mitico Templeton Asian Growth Fund ed il Gam Star FUND Asian Equity Class Eur accumulation.
Il rilevante 40% di liquidità andrà tenuto di scorta per intervenire su eventuali draw down che suggeriscano nel tempo l’aumento dell’esposizione.
Portafoglio Bilanciato: un portafoglio ed una asset allocation
Nel portafoglio bilanciato escludiamo un 30% di liquidità che comunque non entrerebbe sull’equity e la posizioniamo su una serie di BTP scaglionati a piacere tra i 18 mesi e i 30 anni.
Ovviamente in funzione delle potenziali esigenze di liquidità di ciascuno.
Manteniamo un 40% di liquidità per successivi interventi in acquisto.
Mentre il rimanente replichiamo anche nel bilanciato il portafoglio dell’equity:
Vale a dire:
– 5% Europa ex Francia o comunque settoriali lusso e utilities
– 20% da dividersi sui fondi ed ETF sugli indici USA
– 5% sui due fondi asiatici.
Buona costruzione a tutti.