Polizza vita, meglio rischio puro o rischio misto?
La polizza vita è il contratto con il quale dietro il pagamento di un premio da parte del contraente l’assicurazione si obbliga ad erogare al beneficiario un capitale o una rendita al verificarsi del decesso o dell’invalidità dell’assicurato.
Sono divise in due grandi categorie, quelle a rischio puro anche chiamate “temporanea caso morte” e quelle a rischio misto che sono caratterizzate anche da una componente finanziaria.
Detrazione fiscale e tassazione
In generale, sono detraibili dall’IRPEF, nella misura del 19%, le spese sostenute per le polizze assicurative che prevedono il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5%, da qualsiasi causa derivante, o di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, se l’impresa di assicurazione non ha la possibilità di recedere dal contratto.
L’importo complessivamente detraibile è pari a:
- 530 euro per le assicurazioni che prevedono il rischio di morte o di invalidità permanente
- 1.291,14 euro (al netto dei premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente) per quelle che coprono il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.
Dal 2016 è stato elevato da 530 a 750 euro l’importo detraibile per i premi versati per le polizze assicurative. Questo a tutela delle persone con disabilità grave (come definita dall’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992), che coprono il rischio di morte.
Se nel contratto di assicurazione sono indicati più beneficiari e uno dei quali ha una grave disabilità, l’importo massimo detraibile deve essere ricondotto all’unico limite più elevato di 750 euro.
a)Per poter beneficiare di queste detrazioni fiscali, l’assicurato ed il contraente devono essere la medesima persona, mentre il beneficiario può essere chiunque.
b)Per la polizza a rischio puro, in caso di decesso dell’assicurato il capitale riconosciuto al beneficiario è totalmente esente da tassazione IRPEF.
c)Per la polizza a rischio misto, in caso di decesso dell’assicurato la componente finanziaria sarà invece assoggettata a tassazione IRPEF.
Polizza vita, meglio rischio puro o rischio misto: quale scegliere?
Allora per una polizza vita, meglio rischio puro o rischio misto.
Da esperto di Fisco mi sento di consigliare di scegliere quella a rischio puro se vi è una elevata esposizione debitoria dell’assicurato. Diversamente è preferibile scegliere quella mista.
Con la polizza mista si avrà il vantaggio di accumulare un risparmio alla scadenza della polizza, anche grazie ai benefici delle detrazioni fiscali.
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