Pinacoteca di Brera, la sorella del Louvre

Pinacoteca di Brera

Pinacoteca di Brera, la sorella del Louvre.

La Pinacoteca di Brera è uno dei luoghi di Milano più amati da Philippe Daverio, il professore e critico d’arte recentemente scomparso.  Si auspica che il ‘suo’ museo si ricordi in qualche modo di lui. Egli parlava ovunque, infatti, di questo scrigno di tesori d’arte che si deve assolutamente visitare, perché è la sorella del Louvre. La Pinacoteca milanese deve il nome alla ‘braida’ una zona di pascoli ai bordi della città medioevale.

Nel Quattrocento, gli Umiliati vi eressero un convento. Due secoli dopo, l’edificio venne affidato alla Compagnia di Gesù che ne fece seminario e scuola. Ma soprattutto, sul finire del Seicento, commissionò la costruzione un palazzo di grande impegno architettonico. Scopriamo con gli esperti della redazione Cultura di Proiezioni di Borsa, questo luogo che nel 1776 divenne Accademia di Belle Arti. Poi, nel 1810, fu centro di cultura parallelo al Louvre. E da molti anni è soprattutto museo, avendo occupato anche gli spazi precedentemente dedicati alla didattica.

Sotto Napoleone, confluirono le opere più preziose d’Italia

Pinacoteca di Brera, la sorella del Louvre. Sotto il dominio di Napoleone Bonaparte, a Brera approdò un folto gruppo di opere provenienti dai territori controllati dalla Francia. La pala dello Sposalizio della Vergine di Raffaello, per esempio. Il percorso che Daverio suggeriva al visitatore, è quello che gli dovrebbe permettere di scoprire le motivazioni delle scelte dei dipinti esposti nei primi anni del XIX secolo. “Da non perdere ci sono le architetture prospettiche del Ritrovamento del corpo di San Marco del Tintoretto.

Così come la linea di fuga delle canne d’organo nella Visione di Santa Cecilia di Orazio Gentileschi. Oppure il campionario di edifici che si delineano sullo sfondo della Predica di San Marco in una Piazza di Alessandria di Giovanni e Gentile Bellini. Per non parlare della visione a cannocchiale del Cristo Morto di Andrea Mantegna”. Questo quadro fu lasciato all’Accademia da Giuseppe Bossi, il pittore letterato neoclassico, curatore dello Statuto di Brera del 1803.

Pinacoteca di Brera, la sorella del Louvre

Tra i pezzi più belli conservati nella Pinacoteca di Brera, ci sono la Pala Portuense di Ercole De Roberti, la Pala Montefeltro di Piero della Francesca. E poi la Disputa di Santo Stefano tra i dottori nel Sinedrio di Vittore Carpaccio, i dipinti di Lorenzo Lotto, la Cena di Emmaus di Caravaggio. Infine, tra i capolavori del Novecento, la rissa in Galleria di Umberto Boccioni, le tele di Morandi e i bronzi di Marino Marini.