Pesci ad alto contenuto di mercurio? Ecco quali sono quelli da evitare e perché

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Pesci ad alto contenuto di mercurio? Ecco quali sono quelli da evitare e perché. Il pesce è sempre una buona idea. Ma quando invece si potrebbe trasformare in una pessima idea? Ci sono alcuni casi dove sarebbe saggio non consumare pesce, o almeno consumarne troppo. Il pesce ha tantissimi benefici. Contiene il fosforo, fantastico per la memoria, il calcio che aiuta a prevenire le malattie delle ossa e lo iodio, importantissimo per la salute della tiroide. Quando però si consuma il pesce bisogna stare attenti a delle cose.

Pesci ad alto contenuto di mercurio? Ecco quali sono quelli da evitare e perché

Infatti stiamo parlando del mercurio, un metallo che è presente nei pesci nella forma di metilmercurio. In Italia, anni fa, c’è stato un sequestro di ben 60 lotti di pesce, perché contenevano livelli di mercurio oltre la soglia consentita. I pesci che possono contenere alti di livelli di mercurio sono quelli definiti grandi. Come ad esempio il tonno, pesce spada, smeriglio, verdesca e palombo.

La food chain

Cerchiamo in breve di capire perché i pesci grandi contengono alti livelli di metilmercurio. Si chiama food chain. In pratica le fonti di inquinamento delle fabbriche, come combustione di carbone e estrazione di ferro, possono contaminare sorgenti d’acqua o il mare con il metilmercurio, che è assorbito dai pesci piccoli. Attraverso il processo di biomagnificazione, i livelli di mercurio si alzano ad ogni successiva fase predatoria. Cosa vuol dire? Che se un microorganismo ingloba in sé un atomo di mercurio, un altro organismo mangia poi 10 microorganismi, questo ha inglobato di conseguenza 10 atomi di mercurio. E così via: la famosa food chain. Fino ad arrivare ad uno squalo che mangia cinque pesci di grossa taglia e ingloba quindi 250.000 atomi di mercurio.

I pesci ovviamente sono molto controllati però, come abbiamo visto prima, a volte delle cose possono sfuggire. Quindi è importante non esagerare con il consumo di pesci grandi per evitare l’assunzione di questo metallo, che è altamente tossico per l’essere umano.

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