Perché non bisogna avere paura della volatilità sui mercati in questo momento
La volatilità è il principale nemico di ogni investitore sui mercati. Non lo sarebbe, ma lo è. Questo perché la volatilità è stata denominata dai media, sempre alla ricerca di titoli sensazionalistici e di paure da instillare nei lettori/telespettatori, “l’indice della paura”. In realtà la volatilità “è una misura della variazione percentuale del prezzo di uno strumento finanziario nel corso del tempo.” Quindi, di per sé non solo non è niente che possa incutere timore, ma è una cosa assolutamente naturale, connessa con l’essenza stessa degli strumenti finanziari. Questi ultimi mutano di prezzo nel tempo, e la volatilità misura questa variazione. Tutto qui. La sua trasformazione in un pernicioso strumento da misurare e che instilla terrore nell’animo del più ferrato analista e gestore è sintomatico di come i media distorcano l’andamento dei mercati.
La volatilità
Detto e spiegato bene tutto questo, la volatilità, oggi è a 40,35. Il 16 marzo, al picco del panico sui mercati, quando per il pubblico generalista sembrava che il mondo stesse finendo, era salita a 82,69. Per dare un’idea dell’irrealistico livello a cui era il panico un mese fa, quando nel 2008 fallì Lehman Brothers, dando il via alla Grande Recessione, il VIX (l’indice che misura la volatilità) arrivò a toccare 79,13. Se qualcuno, nel momento massimo della crisi, quando la volatilità era al suo massimo storico, avesse scommesso (come era normale) che il mondo non sarebbe affatto finito, ad oggi avrebbe guadagnato oltre il 100%. Ecco perché non bisogna avere paura della volatilità sui mercati in questo momento. Perché la volatilità c’è, esiste ed esisterà sempre, ma anche quando salisse, è inevitabilmente destinata a scendere e rimanere sotto controllo quando le cose volgano al meglio.
Perché non bisogna avere paura della volatilità sui mercati in questo momento
I mercati finanziari esistono per scambiare beni. Siano essi azioni, obbligazioni, materie prime, valute, derivati di ogni sorta, ed ogni altro tipo di prodotto finanziario. Il loro semplice cambiare di valore genere volatilità. La volatilità deriva dal prezzo di mercato delle opzioni dello strumento finanziario analizzato, per scadenze future attualmente scambiate. Infatti,la volatilità, non misura il prezzo attuale, ma le sue variazioni future, di solito a un mese. La volatilità, in pratica, corrisponde quindi alla deviazione standard. E bisogna avere paura della deviazione standard, cioè di quanto un qualcosa devii dalla sua media? Bisogna avere paura della variabilità statistica di un dato? Ma no, certo che no!
E’ pur vero che oggi stiamo navigando in acque inesplorate. Che la paura è tanta. Che questa volta è particolarmente difficile dire quando si verificherà l’inversione di tendenza definitiva, vista l’eccezionalità del momento. Ma sapere che prima o poi i mercati si riprenderanno, come succede SEMPRE, dovrebbe fornire conforto. Come ebbe modo di dire un grande investitore del passato, Jim Fullerton, “i rapporti prezzo/utili e gli studi tecnici di mercato non sono la realtà. I simboli sul nastro non sono il mondo reale. Nel mondo reale, le società creano ricchezza. I certificati azionari no. Sono semplicemente surrogati di realtà.” Ed è alla ricchezza che creano le società in Borsa che bisogna guardare.
Concludendo…
Ci permettiamo di citare un altro grande investitore del passato, Dean Witter, che è stato il più grande investitore della costa pacifica degli States. Egli pronunciò queste parole nel 1932, poche settimane prima che finisse la Grande Depressione. “C’è chi dice di voler aspettare una visione più chiara del futuro. Ma quando il futuro tornerà ad essere chiaro, le occasioni saranno svanite. Chi pensa che i prezzi rimarranno sui livelli odierni una volta che la fiducia sarà stata pienamente ristabilita?”. Il naturale andamento dei mercati finanziari è verso l’alto, perché servono a creare valore. E nessuna volatilità potrà mai cambiare questo fatto, per alta che possa essere. Non dimenticatelo mai.