Perché la pandemia da nuovo coronavirus non è un “cigno nero”

coronavirus

Perché la pandemia da nuovo coronavirus non è un “cigno nero”? In prima e ultima istanza perché lo dice colui che ha coniato il termine. Che, quindi, ne saprà un po’ di tutti noi, no? Già, perché Nassim Nicholas Taleb, autore del celeberrimo saggio “Black Swan”, tradotto in Italia da Il Saggiatore, dice proprio questo. Scopriamo perché .

“Cigno nero” è l’espressione più usata in tutto il mondo con la quale indicare l’evento inatteso che travolge tutto e tutti, cambiando la storia. “Manca una connotazione essenziale” spiega Taleb, “cioè l’imprevedibilità. È valido per la malattia in sé perché erano anni che la comunità scientifica avvertiva che prima o poi sarebbe scoppiata un’epidemia globale. Già ai tempi di Ebola si temette una cosa del genere.

Ma poi non si diffuse perché si era sviluppato in un posto non troppo collegato col resto del mondo. Ora invece l’epicentro è stato nel Paese interconnesso per antonomasia, la Cina, ed il più in espansione del mondo. Ma non lo è, un cigno nero, neanche per il crollo dei mercati. Anche questo evento era nell’ordine delle cose. E doveva essere una correzione vistosa, perché i prezzi erano troppo gonfiati, sia in USA che in Europa. Un po’ di “drenaggio” non farà che bene. Di momenti del genere ce ne sono stati tanti, anche senza epidemie”.

Ecco perché la pandemia da nuovo coronavirus non è un “cigno nero”.

Come spiega l’economista di origini libanesi nel libro, cosa pensarono gli europei quando, giunti in Australia, videro dei cigni neri dopo aver creduto per secoli, supportati dall’evidenza, che tutti i cigni fossero bianchi? Il titolo del libro e l’espressione ormai famosa per tutti (ma usata quasi sempre a sproposito, come ricordò anche il prof. Cirillo a novembre scorso alla MIC di Morningstar a Milano) derivano proprio da qui. Un singolo evento è sufficiente a invalidare un convincimento frutto di un’esperienza millenaria. Ci ripetono che il futuro è prevedibile e i rischi controllabili, ma la storia non striscia, salta (un po’ come fa l’evoluzione secondo la teoria degli “equilibri puntiformi”).

I cigni neri sono eventi rari, di grandissimo impatto e prevedibili solo a posteriori, come l’invenzione della ruota, l’11 settembre, il crollo di Wall Street e il successo di Google. Sono all’origine di quasi ogni cosa, e spesso sono causati ed esasperati proprio dal loro essere imprevisti. Se il rischio di un attentato con voli di linea fosse stato concepibile il 10 settembre, le Torri Gemelle sarebbero ancora al loro posto. Se i modelli matematici fossero applicabili agli investimenti, non assisteremmo alle crisi degli hedge funds (come il collasso del fondo LTCM nel 1998). Ecco perché la pandemia causata dal nuovo coronavirus non è un cigno nero. Se ci pensate bene, il Prof. Taleb ha ragione anche stavolta.