Perché il canone d’affitto concordato conviene a inquilino e proprietario 

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Il contratto d’affitto concordato è una modalità di locazione per la prima casa che permette all’inquilino di pagare un canone concordato. Ma il vantaggio c’è anche per il locatore dell’appartamento. In questo articolo indichiamo perché il canone d’affitto concordato conviene a inquilino e proprietario.

Il mercato italiano

Il problema della casa è annoso in Italia. Il mercato ha una grande offerta, sia in termini di compravendita che in termini di locazione, ma i prezzi spesso sono alti. È il caso degli affitti nelle grandi città.

In agglomerati urbani come Firenze, Bologna, Roma, Torino, Milano, ecc. è difficile trovare un appartamento in affitto a meno di 450/500 euro al mese. Considerato che la cifra media di uno stipendio è di 1.300 euro, l’affitto si mangia quasi il 40% delle entrate monetarie mensili.

Così si è pensato di ricorrere a politiche fiscali che potessero favorire l’ampliamento dell’offerta e anche l’abbassamento del canone. Oggi chi offre in affitto un appartamento (locatore) può farlo approfittando della cosiddetta cedolare secca. Ovvero il locatore pagherà un’imposta del 21% sul canone d’affitto percepito.

Ma la strada da seguire può anche essere quella dell’affitto a canone concordato. Questa possibilità offre un canone a prezzo ribassato rispetto alla media dei prezzi.

Perché il canone d’affitto concordato conviene a inquilino e proprietario

È chiaro quale sia il vantaggio per chi prende in affitto (locatario) una casa con contratto di canone concordato. Ma quale potrebbe essere il vantaggio per il locatore? Ebbene, per entrambi i soggetti, locatore e locatario, ci sono delle agevolazioni fiscali se si segue questa strada.

Grazie al canone concordato, al locatore sarà applicata una tassazione fiscale agevolata, pari al 10% del 100% del canone d’affitto. Inoltre è prevista una riduzione del 30% della base imponibile su cui si applica l’imposta di registro. Ed è prevista anche una riduzione della base imponibile Irpef.

Vantaggi fiscali ci sono anche per il locatario. Sempre che risulti intestatario di quell’unico contratto d’affitto e l’immobile sia adibito ad abitazione principale. L’agevolazione prevede una riduzione Irpef di 495,80 euro, per redditi fino a 15.493,71 euro. Questa scende a 247,90 euro se il reddito supera i 15.493,71 euro ma è inferiore a 30.987,41 euro.

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