Per quanto tempo le Borse avranno paura delle nuove restrizioni?

Wall Street

Wall Street o Europa? Finora la domanda era: quale delle due Borse scegliere? O anche: quale delle due a fine anno avrà ottenuto le performance migliori? Ovviamente spesso si preferisce guardare, per l’Europa, ai singoli listini. Ma è indubbio che in molti chiedevano chi avrebbe vinto la battaglia tra USA ed Europa sui mercati internazionali? Una battaglia che, a prescindere da tutto, deve annoverare tra i protagonisti esterni, la variabile Covid. Una variabile che proprio in queste ore sta tornando a farsi sentire con una certa forza. Infatti in Austria sembra essersi reso necessario un nuovo lockdown mentre misure restrittive potrebbero presto arrivare anche in Germania ed in altre nazioni.

Per quanto tempo le Borse avranno paura delle nuove restrizioni? Una domanda che nasce proprio dall’osservazione delle varie reazioni arrivate immediatamente dopo l’annuncio. I mercati, infatti, hanno virato decisamente al ribasso. Poco prima delle 14.20, ad esempio, il Ftse Mib perdeva l’1,6%. Un aiuto potrebbe arrivare dalla BCE. Di oggi la notizia secondo cui Christine Lagarde avrebbe dichiarato che una stretta sui tassi di interesse per il 2022 potrebbe essere considerata come una mossa prematura. Da qui la possibilità che proprio la Banca centrale europea continui ad essere la più accomodante tra i grandi istituti centrali.

Per quanto tempo le Borse avranno paura delle nuove restrizioni?

Volendo focalizzare l’attenzione, però, alla semplice questione finanziaria, si può guardare alle singole storie. La prima, ad esempio, potrebbe essere proprio la piccola Borsa italiana. Osservando i risultati visti finora si rimane piacevolmente sorpresi da quel 25% circa di vantaggio che registra il Ftse Mib da inizio anno. Un risultato incoraggiante anche per il prossimo futuro. Soprattutto se confrontato con il resto delle Borse europee.

Ma il trend positivo che si evince da quanto sta accadendo in Italia non è altro che la conferma di un altro trend, di ben altre proporzioni, presente su entrambe le sponde dell’oceano. L’Eurostoxx, pur essendo arrivato a livelli che non vedeva dai giorni precedenti la crisi Lehman, è ben lontano dal massimo storico toccato 21 anni fa. Per quanto riguarda gli USA la musica è ben diversa. Infatti anche in questi casi si parla di un vento forte che soffia sui listini. Ma a differenza del parametro europeo, nelle ultime sedute, gli indici USA stanno tutti flirtando con i rispettivi massimi storici. Ad esempio il Nasdaq ha confermato un’ottima forma arrivando a toccare il suo massimo storico di 16.400 punti. Covid permettendo.