Mercati azionari che sembrano proiettati verso ribassi di almeno un altro 10% e le criptovalute sembrano seguire le stesse sorti. Il Bitcoin, dopo aver dato un primo segnale rialzista a fine marzo, è tornato sui suoi passi rompendo prima il supporto dei 39.596 e poi quello dei 36.684.
Quali sono i motivi di questi ribassi? Secondo alcuni l’inflazione galoppante, che si è rivelata non più un fenomeno transitorio come indicato anche dalla BCE, e l’incertezza dovuta alla guerra in Ucraina.
In contesti del genere, solo gli swing grafici e le relative proiezioni, abbinati ad uno scrupoloso studio della tendenza in corso, possono aiutare gli investitori a non commettere errori grossolani, che si potrebbero pagare poi a caro prezzo.
Dove è diretto ora? Per il Bitcoin sono possibili ribassi anche del 20% di breve termine.
Procediamo per gradi.
Il Bitcoin (BTC EUR) da inizio anno ha segnato il minimo a 29.190,40 ed il massimo a 43.899,80. In questo momento, quota a circa 31.299,56 con un ribasso del 3,12% rispetto alla seduta precedente.
Per il Bitcoin sono possibili ribassi anche del 20% di breve termine
Il minimo segnato nel mese di gennaio, che sembrava di ripartenza, molto probabilmente vedrà la propria rottura al ribasso nelle prossime settimane. Quindi, lo scenario descritto a fine marzo cambia interamente in seguito agli swing che si sono formati successivamente.
La strategia di investimento
Quale operatività mantenere?
La tendenza giornaliera, settimanale e mensile è ribassista, anche quella trimestrale e annuale. Fra novembre 2021, gennaio e marzo 2022, si è formato un ABC ribassista che verrà confermato da una chiusura del mese di maggio inferiore ai 29.190,40.
Fino a quando non si assisterà a una chiusura settimanale e mensile superiore a 36.684, i prezzi potrebbero continuare a scendere nei prossimi 3-6 mesi verso l’area di 24.225 e poi verso i 13.000 euro in ottica di 12 mesi. Nel breve, una chiusura giornaliera superiore a 33.687 potrebbe arrestare i ritracciamenti.