Pensione di garanzia: cos’è e come funzionerà?
Gli italiani oggi più che mai nel pieno della crisi occupazionale legata alla pandemia, sono pieni di dubbi e di incertezze per il loro futuro.
Soprattutto i giovani con le loro carriere ad intermittenza, intervallate da periodi di disoccupazione rischiano di arrivare a fine carriera con assegni molto bassi.
Senza poter contare nemmeno sulla diffusione di formule integrative.
Il Censis ha stimato che fra trent’anni 5,7 milioni di giovani italiani, rischiano di ritrovarsi con assegni al di sotto della soglia di povertà.
La proposta dei sindacati è quella di istituire una “pensione di garanzia per i giovani”.
Proposta già sul tavolo del Governo dallo scorso febbraio quando la ministra, Nunzia Catalfo, ha dichiarato che: “E’ arrivato il momento di mettersi al lavoro per permettere anche ai giovani di avere un domani una vita dignitosa”.
Pensione di garanzia: cos’è e come funzionerà
Non una misura assistenzialistica ma una misura di sostegno purchè il soggetto sia attivo nel mondo del lavoro.
Una sorta, dunque, di paracadute previdenziale che dovrebbe rialzare le soglie attualmente previste per accedere alla pensione anticipata e a quella di vecchiaia.
A quanto ammonterà la pensione di garanzia
Si lavora per istituire un assegno di garanzia di importo tra i 650 e 780 euro mensili per coloro che dal 2030 andranno in pensione con almeno 20 anni di contributi.
Da quando, dunque, il sistema del calcolo delle pensioni non contributivo puro, sarà entrato a regime per tutti i lavoratori.
Una pensione che non dovrebbe mai scendere al di sotto dei 780 euro previsti per la pensione di cittadinanza, da far crescere poi, in proporzione al numero degli anni lavorati.
Una pensione che dovrebbe includere anche i contributi figurativi per chi svolge periodi di formazione e riqualificazione con l’obiettivo di ricollocarsi nel mondo del lavoro.
Il cantiere della pensione di garanzia ormai è aperto ma al momento c’è solo l’impegno politico sulla necessità di istituire una pensione contributiva di garanzia per i giovani.
Non resta dunque che aspettare e sperare.
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