Parliamo di tutela del patrimonio: cos’è il trust e come può esserci utile?

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Parliamo di tutela del patrimonio: cos’è il trust, e come può esserci utile? Nel dare una definizione al trust è necessario prima a capire quali siano i soggetti coinvolti. Essendo il trust un istituto di matrice anglosassone, i nomi dei soggetti coinvolti sono  tradotti opportunamente in italiano. Ma originariamente sono quelli in inglese, giova ricordarlo.

Parliamo di tutela del patrimonio: cos’è il trust, e come può esserci utile?

Nel trust figura innanzitutto il settlor. Il settlor è il disponente, chi dispone il patrimonio. Figura poi il trustee. Il trustee è il fiduciario, chi dovrà gestire quel patrimonio. Infine, figura il beneficiary, ossia il beneficiario. Cioè il soggetto che ha appunto l’interesse affinché quel trustee gestisca quel patrimonio. Per quel determinato, specifico affare o scopo. Il trust è l’istituto di matrice anglosassone in forza del quale un soggetto, cosiddetto disponente, trasferisce uno o più beni. A chi? Ad un soggetto, il trustee, il fiduciario, il quale si obbliga a gestire questi beni nell’interesse di un terzo, il cosiddetto beneficiario. Oppure anche per il conseguimento di un determinato e specifico scopo ulteriore.

Il disponente, quindi il settlor, e il fiduciario, il trustee, possono essere anche la stessa persona. In questo caso si verificherà, all’interno del patrimonio di questa persona, una separazione. Quindi il patrimonio di questa persona viene separato, e ci sono ovviamente dei vantaggi in questa separazione patrimoniale.

Oltre a questi tre soggetti che abbiamo definito, che sono il disponente, il fiduciario e il beneficiario, può esservi, all’interno del trust, anche un altro soggetto. Che è il protector, cioè quel soggetto che verifica che il fiduciario gestisca questi beni, questo patrimonio, nell’interesse del beneficiario. Il trust è disciplinato dalla convenzione dell’aja del 1985. E’ recepito dalla normativa italiana con la legge 364 del 1989.

La sostanza del trust

In sostanza, gli effetti della creazione di un trust sono la segregazione e la destinazione del patrimonio ad uno specifico scopo o affare. Quindi, segregazione, cioè il patrimonio si divide. C’è una parte di patrimonio che viene destinato ad uno specifico affare. Questo patrimonio va a confluire al fiduciario. Ma non va a confondersi col patrimonio del fiduciario. Non è che questi beni diventano di proprietà del fiduciario. Anche lui ha una massa patrimoniale destinata ad uno specifico affare.

L’importanza del trust

E’ importante che vi sia segregazione e destinazione. Nel momento in cui c’è segregazione del patrimonio, questo patrimonio non sarà aggredibile da eventuali creditori. E’ infatti la prima delle conseguenze, il primo dei vantaggi dell’istituzione di un patrimonio destinato. Il vantaggio è che questi beni sono sottratti all’aggressione dei creditori, salvo i creditori del trust stesso. Quindi, in caso di separazione patrimoniale e poi successiva contrazione di determinati debiti, i creditori non potranno aggredire quel patrimonio. Perché? Perché quel patrimonio è destinato ad uno specifico affare. In questo caso si verifica, dopo la segregazione, la tutela patrimoniale. Quindi, tutela del patrimonio attraverso l’istituzione di un trust.

Si pensi poi all’ipotesi di fallimento. I beni indicati, quindi i beni sottratti dal patrimonio personale, perché destinati in un trust, non sono e non rientrano nella massa patrimoniale del fallimento. Quindi il trust rappresenta un importante istituto per la separazione e segregazione dei patrimoni. E per la protezione e la tutela del patrimonio stesso.