Secondo le ultime statistiche, gli italiani che soffrirebbero del disturbo di shopping compulsivo sarebbero più di 1 su 10. Soprattutto, come ricordano gli esperti, quasi tutte donne, anche in età giovane. Ma questo disturbo, che potrebbe sfociare in una vera e propria malattia, è uno dei temi più moderni della ricerca scientifica. Nonostante i fatti che ben tutti conosciamo e che hanno monopolizzato l’attenzione della salute, questa malattia è ben presente tra i ricercatori. Come riporta questo interessantissimo studio non si limita semplicemente alla voglia di fare acquisti. È ben più radicata all’interno della persona che ne soffre, coinvolgendo anche tutta la famiglia. Giusto per non farci mancare nulla, ecco una notizia, tra il serio e il curioso, da sottoporre all’attenzione dei nostri Lettori. Non solo shopping compulsivo ma dall’America anche questa ulteriore curiosità che farà magari contenti i mariti.
Quante difficoltà possono nascondersi dietro all’acquisto compulsivo
Tutti noi vorremmo avere la carta di credito a disposizione per fare acquisti continuamente e riempirci la casa di regali. Ma, tolti i calciatori, gli sportivi di successo, i super attori e i grandissimi imprenditori, la maggior parte di noi deve fare i conti con il budget di casa. Durante tutto il periodo del lockdown, sul web si sono riversati anche coloro che dovevano comprare per forza qualcosa. Dietro alle cifre del successo delle vendite online, potrebbe sembrare strano, ma c’è anche proprio lo shopping compulsivo. Gli esperti hanno sottolineato come moltissimi giovani, soprattutto ragazze, abbiano speso grandi quantità di denaro anche in oggetti assolutamente inutili. Proprio in questo si vede la pericolosità di questa malattia, che la scienza affiancherebbe ad altre ben più famose. Ci riferiamo a:
- depressione;
- ludopatia;
- cleptomania;
- ricerca ossessiva del cibo.
Non solo shopping compulsivo ma dall’America ecco la notizia clamorosa di una malattia che potrebbe colpire chi guarda troppe vetrine dei negozi
La notizia che arriva dall’America è stata chiamata “malattia delle vetrine” e, non riguarderebbe tanto il lato commerciale, ma quello fisico. Qui lo shopping non è più online, ma è fatto fisicamente di persona. Nel più tradizionale giro che facciamo per andare a comprarci qualcosa nei negozi o negli outlet. Il pericolo non arriverebbe dall’estrazione continua del portafoglio, ma dalle gambe. Secondo alcuni studiosi, infatti, andando troppe ore a fare shopping, fermandosi molto tempo a guardare vetrine, il rischio sarebbe quello di avere problemi alla circolazione delle gambe. Ovviamente la notizia appartiene al circolo di quelle che fanno rumore e creano interesse. Gli effetti reali sulla salute sarebbero ancora tutti da dimostrare. Sicuramente il concetto è quello di non confondere le passeggiate salutari con quelle da acquisti.
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