Con il passare dell’età è del tutto normale e comprensibile essere più attenti a tutti i cambiamenti che il corpo e la mente potrebbero sperimentare. Non ci riferiamo, poi, solamente alla nostra salute ma anche e soprattutto a quella di un genitore più anziano o di un caro che affronta la fase della vecchiaia.
In questi casi, infatti, avere un occhio di riguardo verso di loro non può che rivelarsi un’azione altruista e importante. Sempre che, ovviamente, non diventi un’ossessione o un motivo di costante preoccupazione.
Probabili segnali
Se non siamo dottori, ovviamente, non possiamo, da soli, giungere ad alcun tipo di conclusione. Per questo motivo preoccuparsi eccessivamente per un sintomo o per un disturbo senza prima sentire uno specialista non ha senso. Tuttavia, quello che possiamo fare, è informarci da fonti accreditate riguardo alcuni sintomi e campanelli d’allarme relativi alle malattie più comuni in vecchiaia.
In questo modo, se presenti costantemente e assieme ad altri segnali, potremmo attivarci per ottenere una visita medica e chiedere un parere esperto.
Non solo sbalzi d’umore e perdita di memoria tra i sintomi precoci e sospetti della demenza
Con il solo obbiettivo di informare e dunque non con quello di trasmettere ansia, oggi andremo ad approfondire un comportamento particolare. Il quale, in alcuni casi, è stato classificato come un sintomo comportamentale secondario legato alla demenza senile. Stiamo parlando del disturbo definito con il nome di “acatisia”.
Difatti, così come ben spiegato da questa rivista scientifica, tra i sintomi comportamentali legati a quelli cognitivi propri della demenza troviamo l’acatisia. Ovvero uno stato di continua e perenne irrequietezza che non permette a chi ne soffre di fermarsi, sedersi o sdraiarsi. Difatti, chi sperimenta l’acatisia non riesce a stare fermo per più di pochi secondi, ma deve continuamente muoversi, passeggiare e tenersi impegnato.
Così da non sentire il dolore ai muscoli, dovuto dal fatto che quest’ultimi tendono a irrigidirsi appena chi ne soffre si ferma o si siede. Si tratta di un disturbo comportamentale, dunque una risposta del corpo ai sintomi cognitivi propri della demenza.
Esattamente come l’affaccendamento, altro sintomo ingannevole di questa malattia. L’acatisia, dunque, essendo un secondaria, diventa spesso difficile da riconoscere e da diagnosticare come sintomo. Tuttavia, ripetiamo che, fino a che non sentiremo il parere di un medico, non potremo aver la certezza che si tratti di un campanello d’allarme relativo alla demenza.
Solo nel caso in cui l’acatisia si presenti in maniera continua e assieme ad altri sintomi conosciuti, potremmo pensare di vedere un dottore. Unico in grado di dirci esattamente lo stato di salute di chi farà la visita. Effettivamente, dunque, come abbiamo appena visto, ci sono non solo sbalzi d’umore e perdita di memoria tra i sintomi precoci e sospetti della demenza.