Non sempre i numeri dicono la verità

Olanda

Ricordate l’Olanda, nota anche con l’espressione di Paesi Bassi?

Era la capofila, con il premier Rutte, di quei paesi che si opponevano all’accordo europeo sui fondi da destinare per far fronte alle conseguenze della crisi da Covid-19.

In particolare Rutte puntava l’indice contro l’Italia, ma quali erano le motivazioni del premier olandese?

Essenzialmente l’Olanda, unitamente ai cosiddetti paesi del fronte del nord, dichiarava di voler preservare soprattutto i propri bilanci. Bilanci ritenuti evidentemente virtuosi, contro le istanze di paesi, come l’Italia, considerati invece sperperatori di denaro e di pubbliche risorse.

Ma è proprio questa la realtà?

Paesi come l’Olanda, potevano fare le maestrine con altri, potendo pretendere di insegnare effettivamente le regole del rigore ed il viatico per una corretta amministrazione?

Olanda: non sempre certi numeri dicono la verità

In questo articolo dimostreremo come talora i numeri possano essere non poco ingannevoli, considerando proprio l’esempio dell’Olanda. E soprattutto se si considerano solo certi numeri, omettendone altri, vedremo come la rappresentazione di una certa realtà possa condurre ad esiti decisamente fuorvianti.

Vedremo quindi come alcune rappresentazioni altro non siano che luoghi comuni appositamente propagandati da chi ne ha interesse.

In particolare quelle che descrivono l’Italia come paese di spendaccioni senza alcuna capacità di rigore e di sapiente amministrazione finanziaria.

Olanda: tra i paesi più indebitati d’Europa

Considerando certi numeri, che ovviamente il premier Rutte è solito ben guardarsi dal ricordare, è proprio l’Olanda a risultare tra le nazioni più indebitate d’Europa. Ancor più dell’Italia, al contrario di cosa il main stream e certa propaganda internazionale vorrebbero far credere. I Paesi Bassi non sono assolutamente così frugali, come erroneamente si potrebbe ritenere dando credito alla loro propaganda politica.

I cittadini olandesi sono i secondi in Europa per indebitamento delle proprie famiglie e le aziende olandesi sono le prime nel continente per indebitamento.

Già solo questo dato non dovrebbe dirci qualcosa?

Indebitamento verso l’estero: confronto tra Olanda ed Italia

Ma confrontiamo anche la situazione dei due paesi sotto il profilo del debito verso l’estero, e vedremo che l’Olanda si trova in una situazione decisamente critica, rispetto all’Italia. Conferma che non sempre i numeri dicono la verità.

Il 70% del debito pubblico italiano è detenuto dagli italiani ed al contrario il debito pubblico olandese è in mano soprattutto a stati e compagnie straniere.

Consideriamo alcuni dati, desunti da una ricerca storica.

Infatti il debito estero olandese risulta estremamente maggiore rispetto a quello italiano in base a rilevazioni di alcuni dati storici:

  • Italiano (debito estero) in milioni di dollari = 2.324 420
  • Olandese (debito estero) in milioni di dollari = 4.306.190
  • Italiano (debito estero) pro capite = 39.200 $
  • Olandese (debito estero) pro capite = 6.733.000 $
  • Italiano (debito estero) in rapporto al PIL = 124%
  • Olandese (debito estero) in rapporto al PIL = 522%

Debito delle famiglie in Europa:

Olanda = 250% del PIL

Italia = 66%.

Una rappresentazione opportunistica e di parte

È quindi evidente che, prima di considerare una certa rappresentazione di fatti ed eventi finanziari come corrispondente alla realtà, occorre sempre valutare una pluralità di elementi.

Elementi che spesso ci consentono di evidenziare aspetti diversi, tali anche da ribaltare completamente certe ricostruzioni e determinati luoghi comuni.

Nei paesi del sud Europa si lavora di meno?

Un’altra rappresentazione erronea, alla luce di determinati dati, è quella che  indica i popoli del Sud Europa come dei lavativi che vivono al di sopra delle proprie possibilità grazie al lavoro degli Olandesi, rappresentazione che invece dovrebbe essere in realtà capovolta considerando un altro aspetto, in quanto gli Olandesi sono il popolo che lavora meno ore in Europa ed in tutti i paesi OCSE.

Ecco alcuni dati storici, relativi alla media di ore lavorate su base settimanale in alcuni settori chiave in paesi europei.

  • Italia 37
  • Grecia 42,2
  • Olanda 30,6
  • Spagna 37,8
  • Germania 35,5.

Non possiamo non notare come i numeri maggiori appartengono ad Italia, Grecia e Spagna, e non, come si potrebbe erroneamente ritenere, a paesi come Olanda o Germania.

Consideriamo invece di seguito alcuni dati storici, relativi al numero medio di ore lavorare in un anno.

Si tratta di dati che non tengono conto della fase post Covid-19.

  • Italia 1752
  • Grecia 2037
  • Olanda 1380
  • Spagna 1665
  • Germania 1388.

Anche questa ulteriore classifica denota un capovolgimento di luoghi comuni e di una retorica che ovviamente va alla grande, appunto, in certi Paesi.

Viene in mente il famoso detto: da che pulpito viene la predica.

Conclusioni

Talora numeri e statistiche sono decisamente ingannevoli.

Attenzione, quindi, a quei luoghi comuni ed a quelle ricostruzioni, in gran parte infondate, su cui fa leva la propaganda di certi Paesi in ambito europeo, a danno di altri.

Il caso dell’Olanda è eclatante e non sempre i numeri dicono la verità.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT