Non esistono persone bugiarde secondo questa teoria che trasforma il nostro modo di relazionarci

percezione della verità e menzogna

L’uomo è abituato a ragionare in termini di giusto e sbagliato, nero e bianco, vero e falso. Il nostro pensiero si indirizza in un doppio binario che spesso non permettere di cogliere le sfumature. Così, il grigio, l’interpretazione e la visione soggettiva finiscono per non contare quasi nulla. Siamo sicuri che questo modo di pensare sia assolutamente corretto?

È vero, se una maglia è bianca sicuramente non sarà nera. Tuttavia, l’intera vita non è una maglietta ed ecco perché, quando crediamo di avere ragione al 100%, dobbiamo fare attenzione. Certo, le bugie esistono ed anche le cose non dette. Si dice infatti che la forma più alta di menzogna sia proprio l’omissione, per cui non dire qualcosa equivale a mentire.

D’altra parte, c’è un aspetto che pochi considerano ed è proprio la percezione soggettiva di ognuno di noi in relazione ad un evento. Spieghiamo meglio di cosa si tratta.

Non esistono persone bugiarde secondo questa teoria che trasforma il nostro modo di relazionarci

Un conto è dire una bugia e un conto è essere bugiardi. Allo stesso modo, un conto è dare una propria visione della cosa e un conto è mentire spudoratamente. Questa seconda considerazione è ciò che ci interessa per parlare del cosiddetto effetto Rashomon, il cui nome deriva dall’omonimo film del 1950.

Secondo i seguaci di questa teoria, ciascuno di noi racconta gli episodi attraverso i filtri della propria personalità. Ciò significa che ognuno vede la realtà con i suoi occhi, che sono diversi da quelli degli altri.

Possiamo fare un esempio con la nostra stessa vita. Se chiediamo ad un amico di raccontarci un evento in cui eravamo presenti anche noi, noteremo che la sua storia è diversa dalla nostra.

Potrà sembrare assurdo, dato che eravamo presenti entrambi in quella situazione, e invece è perfettamente normale.

Verità o menzogna?

E se una risposta non esistesse? La percezione di un episodio non dipende soltanto dal nostro carattere e dalle nostre esperienze, ma da altri fattori esterni. Questi sono ad esempio i suoni, la posizione in cui ci troviamo e ciò che sentiamo.

Magari stiamo passeggiando per strada e sentiamo qualcuno urlare una parolaccia al telefono. La nostra prima idea è che quella persona stia litigando con l’interlocutore dall’altro lato della cornetta. E chi ci dice, invece, che il signore un po’ arrabbiato non stesse parlando di un’altra persona o imitando qualcuno?

Non esistono persone bugiarde secondo questa teoria che trasforma il nostro modo di relazionarci, perché in fondo la realtà non è sempre nera o bianca.