Molti hanno sempre una voglia matta di caffè ma non sanno che il motivo potrebbe essere questo

caffè

Il caffè è una delle bevande più amate in giro per il Mondo, così tanto da creare spesso una vera e propria dipendenza. In particolare gli italiani ne sono estremamente ghiotti e la nostra cultura del caffè è una delle tante eccellenze italiane. La bontà del caffè è da associarsi alle tre fasi principali che normalmente lo portano dalla pianta alla tavola. La prima fase si lega alla qualità dei chicchi, la seconda alla tostatura e la terza alla macinazione e preparazione finale.

L’Italia eccelle soprattutto in queste ultime due fasi. Molti ritengono che all’estero non sia possibile bere una caffè come l’espresso italiano. Le opinioni su quale sia la causa della bontà particolare del caffè italiano sono piuttosto discordanti. Alcuni ritengono sia merito delle particolari condizioni ambientali e di umidità del Bel paese. Altri, invece, lo attribuiscono alla qualità ed al know-how delle macchine da caffè italiane (sia casalinghe che industriali).

Lo studio

I ricercatori dell’IRCCS Burlo Garofalo hanno provato a scoprire se il nostro organismo ci fornisse indicazioni sull’amore, la repulsione o la semplice indifferenza verso il caffè. Gli studiosi hanno poi pubblicato i risultati della ricerca sulla rivista Scientific Report. L’obiettivo era proprio quello di scoprire perché molti hanno sempre una voglia matta di caffè.

Lo studio consisteva nell’osservare 843 abitanti di sei città del Nord Est d’Italia, e 370 pugliesi. Controllando le loro abitudini di vita, circa le quantità e le modalità di assunzione di caffè. Questi parametri venivano poi messi a confronto con alcuni dati genetici appositamente selezionati. Il tutto portava a risultati sorprendenti.

Molti hanno sempre una voglia matta di caffè ma non sanno che il motivo potrebbe essere questo

L’equipe scientifica avrebbe concluso che la passione per il caffè dipenderebbe da un particolare gene, il cui nome è PDSS2. Tale gene sarebbe legato alla possibilità per le cellule di scomporre la molecola della caffeina. E questa attività di scomposizione avrebbe due ricadute molto importanti. La prima determinerebbe i livelli di caffeina nel sangue. La seconda ricaduta riguarderebbe la sua responsabilità nella permanenza, più o meno prolungata, in circolo nel sangue della caffeina stessa.

Proprio questi due effetti, a loro volta, determinerebbero la voglia irrefrenabile oppure la repulsione del singolo verso il caffè. Secondo lo studio chi possiede un’alterazione del gene PDSS2 riuscirebbe a mantenere la caffeina piuttosto a lungo in circolo nel sangue. E per questo a sviluppare un desiderio di caffè parecchio inferiore al resto delle persone.