L’aria è ritornata pesante a Piazza Affari con un passivo che in chiusura è arrivato a -1,37% mentre lo spread ripartiva in salita a sfiorare i 289 punti e il rendimento del decennale tricolore aleggiava in area 3,18%.
Tariff Man
Il resto d’Europa vedeva un Ftse 100 a -0,56%, il Cac 40 a -0,8% e il Dax a -1,14%. Anche Wall Street, da parte sua, alle 18 (ora italiana) non andava oltre -0,85% con in Dow Jones, il Nasdaq era a -0,9% così come l’S&P500. Una Wall Street vittima, se così si può dire, delle ultime minacce del presidente Usa Donald Trump il quale autodefinendosi “Tariff man” ha ribadito che, al di là delle volontà di trovare un accordo con Pechino, resta la sua opzione di ripristinare i dazi al 25% sulle merci importate. Ma l’andamento di Wall Street appare anche come una consapevolezza del fatto che, a prescindere dalla guerra commerciale tra Usa e Cina, la crescita mondiale è destinata a rallentare.
In tutto questo il dollaro ha visto un cross con l’euro a 1,14 mentre il petrolio saliva, seppur di poco confermano di Brent a 62 dollari e il Wti a 52,95 dollari al barile.
I titoli a Piazza Affari
Tra i titoli del giorno i protagonisti son stati quelli maggiormente esposti alle incertezze sul fronte delle trattative tra Usa e Cina in rapporto alla guerra dei dazi. Le difficoltà nel capire le future evoluzioni dei rapporti commericali tra le due superpotenze non ha permesso ai rappresentanti del settore di mettere il turbo. Anzi, in molti hanno dovuto anche soffrire il peso di più zavorre contemporaneamente.
Il Caso Fiat Chrysler
E’ il caso di Fiat Chrysler che oltre alle nubi sul fronte dei dazi (tagliati o no?) da parte di Pechino ha dovuto fare i conti con i numeri sulle vendite nel mercato italiano e in quello statunitense a novembre. Le immatricolazioni in Italia ha visto un calo del 9,8% per Fiat contro un mercato in flessione del 6,3% mentre la quota di mercato della società è stata pari al 24,27%. Unica nota positiva quella derivante dalla performance di Jeep a +34%. alla fine il titolo ha chiuso a -1,97%.
Infine, crolla letteralmente Cnh Industrial a -3,8%. Per Mediobanca la società potrebbe decidere di sfruttare la liquidità in crescita per premiare i suoi azionisti e impiegare 1 miliardo di dollari per un dividendo extra o anche per una strategia di buyback. In realtà un calo generalizzato si evidenzia su tutto il comparto industriale con un Prysmian che chiude a -4%, Pirelli -3,3%, Brembo a -3%, Leonardo -2% e Ferrari -0,57%.
Analisi, attese e previsioni sui mercati
La giornata odierna conferma qualche nostro dubbio sulla “bontà o meno degli ultimi gap up lasciati aperti a ridosso delle aree proiettate come massimo ipotetico del mese di dicembre.
La nostra domanda era la seguente:
“il gap del 3 dicembre è stato di fuga o un gap di esaustione?”
Tranne un’inversione rialzista nella giornata di domani per i mercati iniziamo a ragionare in tal senso:
il gap di ieri ha centrato i massimi mensili e da questo momento si potrebbe continuare a scendere fino a Natale.
Pronti ad essere smentiti da un’inversione rialzista nella giornata di domani.
strumento | tendenza | area di massimo | area di minimo | punto di inversione |
---|---|---|---|---|
Future Ftse Mib | Long | 19.515/19.670 | 19.155/19.240 | 18.995 |
Future Eurostoxx | Laterale | – | – | |
Future Dax | Laterale | – | – | – |
Future Bund | Long | 161,01/161,34 | 161,90/162,21 | 160,60 |
strumento | tendenza | area di massimo | area di minimo | punto di inversione |
---|---|---|---|---|
Future Ftse Mib | Ribasso | – | – | 19.630 |
Future Eurostoxx | Ribasso | – | – | 3.208 |
Future Dax | Ribasso | – | – | 11.445 |
Future Bund | Rialzo | – | – | 161,55 |