Quante volte ci assale il dubbio se sia meglio avere 10.000 euro depositati sul conto corrente bancario o postale? Oppure, per chi tale scelta l’abbia già effettuata da tempo, quante volte ci si è posti il dubbio se la stessa sia stata la migliore in assoluto?
Fughiamo subito il campo da una considerazione. Non esiste scelta migliore in assoluto, ma occorre ponderare di volta in volta quale può configurarsi come la scelta più conveniente in quel frangente. Per quel che ci riguarda, procederemo nel comparare c/c bancario e postale mettendo a raffronto costi e potenziali guadagni.
Il conto corrente bancario tradizionale e del tipo online
Da una recente indagine di Banca d’Italia, è emerso come nel 2019 i costi di questi due strumenti siano andati aumentando. E per la precisione pari (in media) a 88,50 euro per il c/c del tipo tradizionale, e a 21,40 euro per quello online.
È evidente allora già una prima convenienza tra i due strumenti. Si pensi, infatti, al caso del risparmiatore che abbia un minimo di dimestichezza informatica e privo di grosse esigenze in termini di operatività. In entrambi i casi poi andrebbero aggiunti 34,20 di imposta di bollo per tutto il periodo in cui la giacenza fosse superiore a 5mila euro (noi nel nostro esempio ne stiamo ipotizzando 10mila).
A questo punto c’è da capire se sia possibile, e come fare, per portare a casa qualcosa in termini di rendimenti e magari abbattere i costi. Una possibile via di fuga, che coniughi interessi, tutela del deposito e piena disponibilità dei risparmi, passa ad esempio per la scelta di una banca online che abbini c/c e conto deposito. Nell’articolo di cui qui il link offriamo alcuni spunti di analisi ulteriori.
Scegliendo un conto deposito del tipo libero, cioè svincolabile in qualsiasi momento, si ottengono interessi più bassi rispetto al caso del conto vincolato.
In questo caso, dunque, occorre prestare molta attenzione affinché la scelta si possa considerare effettivamente conveniente. E questo perché gli interessi attivi maturati vengono tassati al 26%. In più c’è da pagare l’imposta di bollo del 2 X 1.000, salvo eventuali promozioni speciali della banca (cioè si accolla lei tale spesa).
Il conto corrente postale
Stiamo sempre cercando di capire se sia meglio avere 10.000 euro depositati sul conto corrente bancario o postale. In quest’ultimo caso in particolare si potrebbe pensare di combinare il conto postale con il parcheggio della liquidità sui Buoni fruttiferi (BFP). Vediamo come fare.
Anzitutto, in termini di costi si apprende dall’indagine di Banca d’Italia come essi nel 2019 siano stati pari, in media, a 54,10 euro. Anche in questo caso si paga l’imposta di bollo di 34,20 euro se le somme depositate superano i 5mila euro. Dunque, come abbattere i costi e provare a guadagnare qualcosa?
Dunque, meglio avere 10.000 euro depositati sul conto corrente bancario o postale?
Come accennato, si potrebbe pensare di investire nei BFP, acquistabili dai titolari di Libretto Smart e c/c BancoPosta abilitati ai servizi online dispositivi. I BFP hanno zero costi di acquisto, gestione e rimborso, che può avvenire in qualsiasi momento. Tuttavia, i Buoni hanno tassi attivi molto bassi e di norma vengono riconosciuti dopo tot tempo dall’acquisto (anche se maturano sin dal 1° giorno dall’acquisto). Il più “veloce” al riguardo è il Buono ordinario, che chiede 1 anno di attesa per averli riconosciuti.
Dunque, ritornando al nostro quesito, ossia meglio avere 10.000 euro depositati sul conto corrente bancario o postale, bisogna dire che non esiste risposta univoca. Tanti, infatti, i parametri che entrano in gioco in simili circostanze. Infine, spesso la linea di confine tra costi e ricavi dell’uno o dell’altro strumento sono decisamente labili e sottili.