L’investimento nel mercato immobiliare è nel DNA degli italiani. La maggior parte delle famiglie italiane, oltre l’80%, ha un immobile di proprietà. Molte hanno anche una seconda casa. Ma vale la pena investire nel mercato immobiliare oppure conviene investire il capitale in altro modo?
Sicuramente la casa può essere una valida fonte di reddito. Oltre a darla in affitto, si potrebbe anche affittare solo una o più stanze. La condivisione permetterebbe non solo di abbassare i costi di gestione dell’immobile ma anche di ottenere un’entrata supplementare, abbattendo il costo dell’affitto o del mutuo.
Facciamo il caso di un risparmiatore che abbia della liquidità sul conto corrente e volesse fare un investimento. Questo potrebbe acquistare un immobile per metterlo a reddito, quindi affittandolo a una terza persona oppure potrebbe investire i soldi in titoli di Stato. Scopriamo se oggi sia più conveniente investire in un immobile e darlo in locazione oppure puntare su bond governativi.
Meglio acquistare una casa e metterla a reddito oppure avere un rendimento sicuro investendo nei titoli di Stato?
Per stabilire quale soluzione potrebbe essere più conveniente, prima di tutto occorre stabilire l’arco temporale dell’investimento. Immaginiamo per semplicità che questo arco temporale sia di 10 anni. Le due alternative che si pone il risparmiatore sono di acquistare in contanti un immobile per poi metterlo a reddito oppure investire in un titolo di Stato.
Partiamo dall’investimento nel titolo di Stato perché è più semplice stabilire quanto il risparmiatore potrebbe guadagnare nel 2032. Investendo nel BTP con scadenza nel marzo 2032 (Isin: IT0005094088), al prezzo attuale di 102,9 centesimi, il rendimento totale a scadenza sarebbe dell’11,6%. Quindi chi investisse 200.000 euro nel BTP, in 10 anni otterrebbe un ritorno di 23.000 euro circa.
Supponiamo che l’acquisto di un immobile possa costare in tutto 200.000 euro, comprese le spese di transazione. Con questa cifra si potrebbero comprare appartamenti di diverse tipologie a seconda della zona d’Italia in cui si fa l’investimento. Immaginiamo per semplicità di riuscire ad affittare l’immobile a 750 euro al mese. Il che significa che ogni anno si ricaveranno 9.000 euro lordi. Naturalmente poi va applicata la tassazione sulle rendite. Per semplicità immaginiamo che l’ipotetico investitore punti sulla cedolare secca pari al 20%. Quindi 9.000 lordi diventerebbero 7.200 euro netti, ovvero 72.000 euro in 10 anni.
Fattori da prendere in considerazione
Da questi numeri sembrerebbe emergere che è meglio acquistare una casa per poi darla in affitto. Tuttavia occorre tenere in considerazione alcuni fattori. Prima di tutto la casa ha dei costi di gestione e manutenzione, che possono essere imprevedibili. Inoltre il proprietario dovrà pagare l’IMU sulla seconda casa. Inoltre occorre tenere in considerazione anche la variazione del valore. Nel tempo la casa si potrebbe rivalutare ma anche svalutare. Non sempre i prezzi del mercato immobiliare salgono.
Inoltre abbiamo preso in considerazione che la casa sia affittata per tutto il tempo e l’inquilino sia regolare nei pagamenti. Tutte queste variabili incidono nel calcolo dell’investimento.
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