Marketplace: cosa sono, cosa servono e come sono disciplinati dalla legge

parlamento europeo

I marketplace sono luoghi virtuali in cui avviene lo scambio di prodotti e servizi, raggruppati per tipologia, venditori o sulla base di altri elementi peculiari. Esso presenta delle similitudini rispetto all’ e-commerce per il fatto di essere un luogo virtuale su cui acquistare merci. A differenza dell’e-commerce in cui abbiamo è un’azienda a fornire i propri beni e servizi, nel marketplace sono presenti più aziende.

Ciascuna nel suo spazio, offre ai consumatori la propria nicchia di prodotti e servizi. Per fare una distinzione potremmo dire che mentre il primo è un negozio, il secondo è una sorta di grande centro commerciale. Quindi, con quest’ultimo l’acquirente ha la possibilità di disporre di una scelta molto più ampia di venditori, di prodotti e servizi ma anche una maggiore comparazione di prezzi.

Aspetti legali

Sul piano legale, la compravendita sui marketplace comporta la stipula di un contratto tra il compratore e il venditore, che non coinvolge il gestore del sito. Spetta alle singole aziende che si appoggiano alla piattaforma fornire le informazioni ad esse relative e ai loro prodotti. Esse sono tenute, inoltre, a indicare le modalità di pagamento, le garanzie offerte sui servizi e i singoli canali di contatto. Ne consegue che il rapporto contrattuale diretto tra compratore e singolo venditore comporta delle responsabilità a carico di quest’ultimo. Quindi, qualora il prodotto si dovesse presentare difforme o nel caso in cui i beni acquistati cagionino danni a cose o persone, sono sempre i venditori a risponderne. Detta responsabilità del singolo venditore è giustificata sostanzialmente dall’autonomia con la quale esse operano sul marketplace.

Obblighi del gestore del marketplace

Vi sono, tuttavia, anche residuali obblighi del gestore che vengono in gioco. Esso deve predisporre, sulla piattaforma, un’apposita sezione per i reclami e le segnalazioni di ogni tipo. Deve, inoltre, vigilare sui venditori affinché rispettino le disposizioni contenute nel Codice del Consumo. Nel caso di specie, il commercio elettronico realizza un tipico contratto a distanza, con conseguenze in punto di disciplina che ne derivano.

Le nuove regole che entreranno in vigore dal 12 luglio 2020

A tal proposito bisogna considerare il Regolamento UE 2019/1150 del Parlamento europeo e del Consiglio. Esso promuove equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online. All’art. 1 si pone l’obiettivo di: “contribuire al corretto funzionamento del mercato interno stabilendo norme intese a garantire…un’adeguata trasparenza, di equità e di efficaci possibilità di ricorso.” Poi, al considerando n. 3 il Regolamento prescrive che all’interno dell’ecosistema online le imprese debbano agire in modo responsabile. Ciò potrebbe contribuire a migliorare la fiducia dei consumatori nell’economia delle piattaforme online.