Lyft è una new entry in pericolo a Wall Street

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Il settore del car sharing è relativamente giovane, ma sta rapidamente crescendo grazie ad una varietà di nuove aziende. Tra queste troviamo Lyft, che nell’aprile di quest’anno  si è quotata a Wall Street.

Profilo societario

Lyft è una società fondata a San Francisco nel 2012 che basa il suo business su un’applicazione per smartphone attraverso cui attua la condivisione auto peer-to-peer. Una tipologia di servizio che collega le persone che hanno necessità di spostarsi con i proprietari di automobili disposti a dare loro un passaggio.  Con un valore societario di circa undici miliardi di dollari, Lyft opera attualmente in più di duecento città degli Stati Uniti. E proprio nel continente americano è considerato il maggior competitor di Uber.

Il mondo del car sharing

Gli ultimi due anni hanno visto la nascita di nuovi players nel settore della condivisione auto, oltre ad acquisizioni importanti di realtà che operavano in tale segmento. I rapporti sui dati negli ultimi tre anni offrono spunti di riflessione importanti.  In questo periodo di tempo il servizio di mobilità è cresciuto del 47% con più di mille città che sono entrate a far parte della rete in circa 60 paesi, quasi il 60% dell’intero globo. Questo settore si divide sostanzialmente in tre tipologie: station-based, andata e ritorno con stazioni fisse di utilizzo e reso; free floating, noleggio a senso unico o a flusso libero; peer-to-peer, condivisione di veicoli privati;

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Nel grafico viene mostrata la classifica dei primi 10 Paesi con il servizio attivo. Molto interessante notare come, al di là del primato degli Stati Uniti, l’Italia sia al secondo posto con un numero molto elevato di operatori.  Anche la Russia inaspettatamente si pone al terzo posto e condivide con l’Italia una caratteristica: non possiedono servizi peer-to-peer, probabilmente per problemi legati all’assicurazione dei veicoli.

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Il titolo azionario Lyft

I dati in nostro possesso sul titolo (NASDAQ-LYFT) sono relativamente pochi, in quanto la IPO è avvenuta appena 6 mesi fa. Quello che però è molto evidente e che non depone molto bene per la società di car sharing, è il suo trend. Dal valore iniziale IPO di circa 75$, il prezzo delle azioni è sceso per più del 44%, attestandosi sugli attuali 43$.

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Valori allarmanti soprattutto se associati a perdite di quasi un miliardo nel 2018 dichiarati nel prospetto dell’offerta.

Considerazioni e outlook sul titolo Lyft

Con queste premesse non è semplicissimo creare un profilo per il futuro del titolo. Da una parte troviamo una compagnia giovane che tenta di entrare di forza su un mercato in espansione, attuando anche nuove acquisizioni. Dall’altra un titolo azionario che subisce grosse perdite e dimezza il suo valore. I fattori che potrebbero concorrere a minare il titolo per il futuro non sono pochi. Si pensi alle nuove regolamentazioni sulle bike-ride, segmento di recente acquisizione per Lyft, che di fatto potrebbero aumentare i costi per mancanza di esenzioni. Oltre a ciò va considerato il tasso di appetibilità del peer-to-peer, che come abbiamo detto non sembra ancora un’opzione presa in grande considerazione dalla massa.