Lo spread non è solo Btp Bund ma l’America (in spread) batte l’Italia

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Gian Piero Turletti è Autore di alcuni Ebook Edizioni ProiezionidiBorsa

Soprattutto in occasioni, come l’attuale, di tensioni finanziarie, si è soliti misurare la cosiddetta febbre sui mercati italiani tramite lo spread Btp Bund.

Si tratta, come noto, del differenziale tra il rendimento del titolo di stato italiano ed il bund di pari scadenza.

Ma esistono altri spread, che è utile considerare, per valutare più a fondo il reale stato delle dinamiche finanziarie.
Se il bund decennale è considerato una sorta di benchmark di un emittente con rischio prossimo allo zero, allora ovviamente lo spread vale come differenziale di rendimento anche nei confronti di altri Paesi.
Diviene quindi interessante, visto che si fa un gran parlare dello spread tra Italia e Germania, fare un confronto ad esempio con gli USA, spread di cui pochi parlano.

Il ragionamento è logico: se un determinato spread significa qualcosa per l’Italia, allora cosa significa per gli USA, una delle principali economie mondiali?
Peraltro possiamo usare anche un altro tipo di spread, quello della curva dei rendimenti, inteso come differenziale tra i rendimenti dei titoli di stato di un paese sulle scadenze tra 6 mesi e 30 anni.
In questo secondo caso, maggiore è il differenziale positivo, migliore è la situazione economica che viene proiettata, e viceversa.
Consideriamo quindi i due diversi tipi di spread (rispetto al decennale tedesco e relativo alla curva dei rendimenti) di Italia ed USA.
SPREAD RISPETTO AL DECENNALE TEDESCO:
ITALIA 193 USA 251.
SPREAD RELATIVO ALLA CURVA DEI RENDIMENTI TRA SCADENZE 6 MESI/30 ANNI: ITALIA 360 USA 122.

Va ricordato che lo spread viene espresso in punti base, quindi un differenziale di 1 punto percentuale equivale a cento punti base.
Come notiamo il confronto tra Italia ed USA è molto chiaro: nonostante una dinamica speculativa in atto sui titoli di stato italiani, a fronte dell’attuale situazione politica, la situazione italiana è di gran lunga migliore di quella statunitense, ed il rischio insito nel debito pubblico americano è superiore del 30 per cento rispetto a quello italiano.
Questo viene giustificato dalle proiezioni sullo sviluppo dell’economia dei rispettivi paesi, che è prevista in decisa flessione negli Usa, rispetto all’Italia, dalla curva dei rendimenti dei titoli di stato.
Infatti, nonostante le tensioni politiche, lo spread sulla curva dei rendimenti italiani si è incrementato, rispetto ad un anno fa, passando da 349 a 360 punti base.
Invece quello statunitense è andato diminuendo, passando da 184 a 122 punti.
Le due economie sono quindi proiettate in senso opposto, in espansione quella italiana, in rallentamento quella statunitense.
In conclusione, possiamo quindi ritenere, anche in base a tali dati, che le preoccupazioni legate alle dinamiche dello spread tra rendimenti italiani e tedeschi sia soprattutto il frutto della situazione politica italiana, mentre la situazione statunitense è prevista in deciso peggioramento, in relazione alla situazione economica.

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